REGIONI

Campania: De Luca chiude le scuole, Conte non gradisce. Protesta degli scuolabus

L’annuncio dopo l’impennata di contagi registrata nelle ultime 24 ore nella regione: i nuovi positivi sono balzati da 818 a 1.127

Coronavirus: il bollettino del 15 ottobre - I dati di oggi

L’annuncio dopo l’impennata di contagi registrata nelle ultime 24 ore nella regione: i nuovi positivi sono balzati da 818 a 1.127


4' di lettura

I numeri di oggi sono il segnale che Vincenzo De Luca aspettava per prendere misure di contrasto alla diffusione del coronavirus in Campania: da 818 a 1.127 persone positive nelle ultime 24 ore. E così il governatore ha annunciato che a partire da domani e fino al 30 ottobre non ci saranno più lezioni in presenza nelle scuole primarie e secondarie della regione. Nell’ordinanza sono anche sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno.

La protesta degli sucolabus

I conducenti dei bus gialli dedicati al trasporto scolastico protestano sul lungomare di Napoli diretti alla sede della Regione Campania per sollecitare un aiuto economico dopo il blocco delle attività del mondo della scuola deciso dal governatore De Luca. Il corteo - una lunga scia gialla che si è mossa dalla zona di Fuorigrotta - è controllato dalle forze dell’ordine

Conte: «Non è la decisione migliore»

«Chiudere così, in blocco, la scuola non è la migliore soluzione». Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a margine della prima giornata di lavori del Vertice Ue, ha commentato la decisione della Regione Campania. Quando gli viene chiesto se il Governo impugnerà l’ordinanza, Conte ha precisato: «Queste sono decisioni collegiali. Dal punto di vista formale, per come abbiamo costruito l’architettura normativa con l’ultimo Disegno di legge, le singole Regioni possono adottare misure più restrittive. Faccio una prima valutazione: non ho parlato con il presidente De Luca, dico solo che chiudere subito in blocco tutte le scuole è una soluzione che sembra a portata di mano, molto facile. Ma anche dal punto di vista delle scelte, degli indirizzi politici, dei segnali che diamo sull’importanza per i nostri ragazzi di perseguire una modalità di apprendimento completa quale quella in presenza non è il migliore segnale che stiamo dando. Adesso permetteteci di interloquire. Ritengo che si debba ragionare e collaborare con tutte le autorità territoriali, in primis con i presidenti delle Regioni e i sindaci perché la nostra forza per affrontare questa difficile prova, questa nuova ondata è collaborare, collaborare, collaborare, lo ripeto fino alla noia».

Azzolina, da De Luca decisione gravissima

Ancora più rigida il ministro dell’Istruzione. «È una decisione gravissima e profondamente sbagliata e anche inopportuna», ha commentato Lucia Azzolina. «Sembra ci sia un accanimento del governatore contro la scuola. In Campania lo 0,75% degli studenti è risultato positivo a scuola e di certo non se lo è preso a scuola. La media nazionale è 0,80. Se c’è crescita contagi non è di certo colpa della scuola». Il ministro ha precisato: «Non ho né il potere di aprire le scuole né il potere di chiudere le scuole. I presidenti di Regione e le province hanno il potere di chiuderle».

De Magistris: decisione De Luca ammissione di incapacità

La decisione del presidente De Luca di chiudere le scuole è “una bandiera bianca, la confessione dell'incapacità di una rete pubblica territoriale che non è stata rafforzata, si dovrebbe commentare cosa non è stato fatto in questi mesi per evitare questo provvedimento”. Così il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24. De Magistris specifica che: «non abbiamo più una rete territoriale in grado di monitorare i positivi e i contatti diretti, la situazioni è fuori controllo, l'assistenza domiciliare è inesistente e chi ha sintomi pressa su ospedali, facciamo il minor numero di tamponi, le reti di territorio non riescono a monitorare c’è una autogestione della pandemia, 110 posti di terapia intensiva su 6milioni e mezzo di abitanti».

Il sindaco di Napoli aggiunge «si scarica su studenti e cittadini la totale incapacità di rafforzare la sanità pubblica». Il provvedimento di De Luca «è stato fatto in poche ora senza consultare nessuno - sottolinea De Magistris -, il presidente non consulta il sindaco, il comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica, i dirigenti scolastici, gli operatori economici». E ancora: «La scuola non riaprirà e resterà chiusa fino a Natale, con questi numeri e l’incapacità di tenerli sotto controllo siamo solo all’inizio di un’escalation che porterà a un lockdown, più o meno simile a quello di marzo. Non c’è un tema di contrapposizione De Luca - Azzolina - conclude il sindaco di Napoli -, ma per evitare la congestione basta intervenire con scaglionamento degli orari, didattica a distanza, e chiusure dove ci sono focolai, così si rischia la catastrofe educazionale e pedagogica per intere generazioni».

Il balzo dei contagi

I nuovi positivi in Campania hanno fatto superare il saldo di 800 unità tra nuovi contagi e guariti (317 i secondi nel bollettino odierno) che De Luca aveva indicato come soglia per “chiudere tutto”. In serata una nota dell’unità di crisi ha annunciato che «sono state adottate misure rigorose con il doppio obiettivo di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l'obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile». A margine della nuova ordinanza di De Luca si sottolinea «il livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico».

Feste limitate a nucleo familiare convivente

Nella nuova ordinanza della Regione Campania si vietano le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all'aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente. Sono sospese le attività di circoli ludici e ricreativi. Inoltre si raccomandano enti e uffici competenti di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza. Sarà vietato agli esercizi di ristorazione la vendita con asporto dalle 21. Resta consentito il delivery senza limiti di orario.

Berlino: Campania e Liguria zone a rischio

L’istituto Robert Koch di Berlino inserisce le regioni italiane Liguria e Campania tra le zone a rischio Covid-19: è quanto si legge sulla pagina web dell'istituto. Si tratta di due regioni di solito molto amate dal turismo tedesco. Anche quasi tutta la Francia, l'Olanda e Malta sono inserite tra le zone ad alto rischio.

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