Via dalla folla

Camper o caravan? Evviva la libertà di viaggiare tra borghi, agriturismi e natura

Le iniziative regionali per una vacanza che coniuga la libertà di scegliere tempi e attrazioni con la possibilità di passare molto tempo all’aria aperta

di Gianni Rusconi

(Gowtham - stock.adobe.com)

4' di lettura

Partire quando si vuole, andando dove si vuole e potendo decidere, all'occorrenza, di cambiare destinazione e itinerario in qualsiasi momento. Viaggiare in libertà, almeno per gli amanti del genere, è sinonimo di camper, qualsiasi sia la meta da raggiungere. Mare o montagna (o antichi borghi) che sia. Il desiderio di una vacanza en plein air e sempre a contatto con la natura è del resto sempre più sentita (causa pandemia) e uno studio realizzato dall'Osservatorio del Turismo Outdoor di Human Company, in collaborazione con la società specializzata Thrends, ci dice in proposito come quest'estate poco meno di 50 milioni di viaggiatori, il 55% dei quali italiani, sceglieranno strutture all'aria aperta per i propri soggiorni nel Belpaese.

Il potere terapeutico di camper e caravan

Rilassarsi, recuperare le energie e dedicarsi al piacere del viaggio come scoperta e al piacere del tempo libero come occasione per ritrovare sé stessi. Sono tante le possibili espressioni della cosiddetta campertherapy, un modo di fare vacanza (anche con la famiglia) che coniuga la libertà di scegliere mete e attrazioni con la possibilità di praticare le proprie passioni (sportive e non solo) in contesti nuovi, lontano dai circuiti turistici più affollati.

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Per un fine settimana o per un periodo più lungo

Se parlare di potere terapeutico può suonare per qualcuno eccessivo, è però innegabile che camper e caravan rappresentino “strumenti” ideali per una vacanza che vuole essere versatile e personalizzabile su misura e che riflette la sempre maggiore attenzione verso un turismo green, esperienziale e sostenibile. Se alcune regioni italiane hanno intercettato con successo questa tendenza con proposte su misura (vedi il Friuli Venezia Giulia in collaborazione con La Strada dei Vini e dei Sapori), è pensiero comune fra gli addetti ai lavori che lo sviluppo del turismo itinerante non possa però prescindere da due fattori: l'adeguamento delle strutture di accoglienza (i campeggi e i villaggi turistici in Italia sono più di 2.600 per oltre 1,3 milioni di posti letto) all'insegna di spazi e sicurezza e la necessità di attrezzare, secondo linee di indirizzo nazionali, anche i territori “minori” e le aree rurali, valorizzando soluzioni come l'agricampeggio come luogo di sosta ideale per il turista itinerante.

Il turismo straniero sceglie l’Italia rurale

Una piattaforma nata (nel 2020) per servire appositamente gli amanti del turismo a bordo di camper, van e roulotte è per esempio Agricamper Italia, alla cui rete sono affiliate ad oggi circa 200 strutture ricettive in tutta la Penisola fra agriturismi e agricampeggi, aziende agricole e caseifici, circoli ippici e mulini. La formula è semplice: con un abbonamento annuale di 34,90 euro è possibile sostare gratuitamente per 24h nelle location aderenti al circuito e conoscere più da vicino i luoghi e le tradizioni del territorio di sosta. L'app con la quale individuare le strutture più vicine, consultare le recensioni e avere una panoramica generale sui servizi offerti da tutte quelle appartenenti alla community è disponibile in cinque lingue ed è utilizzabile anche in modalità offline. Fra maggio e le prime due settimane di giugno la piattaforma ha registrato un vero e proprio boom di prenotazioni e la buona notizia è la quota delle richieste di turisti stranieri (tedeschi in particolare), che sfiora il 50%, con Veneto e Toscana ai primi due posti delle destinazioni più ricercate.

Un bagno nella natura lontano dalle spiagge affollate

Da Yescapa, piattaforma internazionale per l'affitto di camper, van e furgoni fra privati (oltre 3mila le richieste di viaggio registrate a giugno sul sito italiano, praticamente il doppio rispetto a giugno 2020), arrivano invece alcuni suggerimenti per chi sta cercando una destinazione alternativa al mare ma sempre e comunque a stretto contatto con l'acqua e con la possibilità di praticare sport. Sei le località proposte tra il nostro Paese, la Spagna e il Portogallo per trovare refrigerio in mezzo alla natura e immergersi nel letto di fiumi e torrenti.

Scopriamo quelle italiane, più facilmente raggiungibili e meno soggette al rischio di repentine nuove restrizioni.

Dal camper alle piscine naturali in mezzo ai boschi

Il van tour ai “tumpi” di Bobbio Pellice, un'oasi naturale piemontese poco distante da Pinerolo, è la meta ideale per gli amanti dei tuffi, grazie a una serie di trampolini di roccia che sovrastano profonde conche d'acqua incastonate lungo il corso del torrente Guichard. Meta prediletta dal conte Camillo Benso di Cavour, il torrente Fer a Donnas è uno dei luoghi più selvaggi della Valle d'Aosta e una destinazione ideale per praticare il canyoning fino alla confluenza con la Dora Baltea, dove le cascate hanno formato piccole piscine naturali che assumono le sfumature delle rocce ferrose.

A un'ora di viaggio da Udine e Pordenone, lungo il corso del Meduna, in Val Tramontina, si raggiungono le pozze smeraldine, uno degli angoli più suggestivi del Parco delle Dolomiti friulane. Dal parcheggio per camper, si raggiungono attraverso un sentiero che sale tra cascatelle e panorami mozzafiato. Nel Valdarno aretino, alle pendici del Pratomagno, si trova infine il borgo Loro Ciuffenna, che prende il nome dall'omonimo torrente che lo attraversa. Le piscine naturali formate dalle sue acque sono accessibili anche dal centro del paese ma il punto più bello è nella piccola frazione di Gorgiti, a 15 minuti di distanza, dotata di ampie aree di sosta per camper e van.

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