ON THE ROAD SULLA NEVE

Camperisti verso Nord: i trucchi per non congelare

di Antonio Armano

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6' di lettura

E' incredibile la quantità di camperisti che durante le vacanze di Natale invece di fuggire verso Sud e al caldo, seguendo le migrazioni degli uccelli, decide temerariamente di andare sulle Alpi a sciare, pur temendo di risvegliarsi alla mattina nella casa di ghiaccio del Dottor Živago. Secondo le previsioni dell'APC – Associazione Produttori Caravan e Camper - saranno oltre 600.000 gli italiani che quest'anno si metteranno in viaggio in camper per le prossime feste che si concluderanno con l'Epifania: il 21% verso il Trentino Alto Adige e le Dolomiti, gli altri verso Toscana (36%), Marche (33%) Piemonte (27%) l'Abruzzo (24%), Veneto (19%), Sardegna (18%), Calabria (16%) Lombardia (12%) Puglia (9%).

Sono iscritto a diversi gruppi Facebook di camperisti – una lettura utile, ma anche sottilmente perversa sulle disavventure dei “colleghi” - e la domanda ricorrente in questo periodo è la seguente: vorrei sostare in un'area a 1600 metri di altezza con temperature che scendono di venti gradi sotto lo zero... come faccio a non congelare?

Attenti alle fughe di gas e al cane
L'argomento mi tocca perché ho passato tutto lo scorso inverno in camper con temperature non così basse, ma abbondantemente sotto lo zero di notte. La maggior parte dei camper ha una stufa a gpl, cioè propano liquido, con tutte le preoccupazioni annesse e connesse all'uso del gas. Quando la stufa è accesa tiene il camper al caldo, ma molti hanno paura a tenerla accesa di notte. Con la sonda che rileva le fughe di gas non dovrebbero esserci problemi. Anche se in caso di meteorismo scatta l'allarme e dunque non bisogna esagerare con le lenticchie o altri cibi invernali a rischio. Se suona l'allarme meglio ammettere subito la colpa perché in caso contrario gli altri si preoccupano inutilmente. Aprendo l'oblò l'allarme della sonda si spegne. Va fatta la manutenzione della stufa e se si ha un cane va pulito il radiatore togliendo il coperchio perché il cane è attratto dalla stufa e la stufa è attratta dai peli del cane, specie se sono lunghi.

Il camper, un cantiere aperto (sempre)
Le bombole standard tengono dieci litri e d'estate, quando il gas lo usi solo per la cucina e lo scaldabagno, ti dimentichi che esistono per quanto durano. D'inverno finiscono presto ma soprattutto finiscono sempre di sabato sera, per la già citata legge di Murphy del propano. Nelle zone turistiche un rivenditore di bombole aperto di domenica si può trovare, ma bisogna passare la nottata. In montagna poi gli spostamenti non sono semplici. Occorre ovviamente avere sempre una bombola di scorta e non usarla, sostituendo la bombola finita con una nuova comprata in loco. Un altro argomento (è il caso di dire) molto caldo è il costo delle bombole. Un post di Facebook chiedeva quanto costano e le risposte sono state le più disparate, dai dieci euro fino a trenta e passa. Differenze enormi tra Nord e Sud Italia. Qui tutti si sono scatenati a commentare sulla differenza nel costo della vita e l'irragionevolezza dei rivenditori. Per una volta i “settentrionali” si sono sentiti figli di un dio minore. Il camperista aspira a essere genio universale rinascimentale con competenze che spaziano dalla meccanica alla tappezzeria, dalla sigillatura della scocca in vetroresina alla gestione dei pannelli solari e delle batterie del motore e di servizio, dall'idraulica delle pompe a quella delle taniche dell'acqua. In realtà il camperista non aspira a essere genio universale rinascimentale; ma è costretto perché ogni camper è una specie di cantiere aperto con continue migliorie, riparazioni, manutenzioni che in viaggio devono essere fatte subito.

La legge di Murphy: i camper vecchi hanno problemi perché sono vecchi e i camper nuovi perché sono nuovi

Il sistema brevettato per monitorare quanto gas resta nella bombola
Ho letto il commento di un camperista che paventava ai “colleghi” lo sciopero sessuale della moglie in caso di guasto e mancata riparazione durante il viaggio. Più pianto dei bambini. Viviamo in un'epoca di innovazioni tecnologiche e così a un camperista di Udine - rimasto senza gas sotto la neve in Ungheria col suo Laika Ecovip insieme al figlio - è venuta l'idea di creare un sistema che consenta di monitorare quanto gas resta nella bombola per scaldarsi, cucinare e lavarsi. Il camperista si chiama Luigi Zilli e, appena tornato in Italia da Budapest, si è messo al lavoro. Nel giro di cinque anni, con grande tenacia e passione, è riuscito a progettare, brevettare e produrre la sua invenzione, che è stata presentata alla fiera di Dusseldorf nell'agosto del 2017. La produce un'azienda di Bolzano, la Brunner, che da mezzo secolo opera nel settore dell'outdoor. Si chiama W8 Gas Control System”. Inizialmente distribuito nei negozi di articoli per camper il W8 da poco si può acquistare anche su Internet, sempre al costo di 99 euro. Il sistema è semplice, “l'uovo di Colombo” lo definisce Zilli. Si basa, per semplificare, su un piatto del diametro di circa trenta centimetri che viene posto sotto la bombola. Il piatto ha dei sensori che comunicano con un'applicazione via Bluetooth. Zilli, fotografo pubblicitario per le aziende, con uno studio ben avviato a Udine, ormai è diventato un imprenditore e si sta dedicando sempre di più alla sua start-up. Esistono altri sistemi di misurazione, ma si basano sul livello del gas e non tengono in considerazione che il gpl si contrae o si espande a seconda della temperatura. Il W8 System ha un costo non proibitivo – gli accessori per camper non sono mediamente economici - che può essere ammortizzato in quanto ti permette di prevedere quanto tempo durerà la tua scorta di gas.

Una app verifica il consumo in tempo reale
Quindi niente più camperisti che partendo per un viaggio si disfano di una bombola mezza piena per partire con due bombole piene. Il sistema di controllo digitale, tramite applicazione, permette di sapere anche quando è stato fatto l'ultimo cambio bombola, qual è il consumo medio, se ci sono consumi anomali, se la bombola è aperta e dove si trovano i rivenditori più vicini. Ci sono altri fattori che influenzano la temperatura del camper. Per esempio molto freddo entra dai vetri della cabina di guida, che sono ampi per motivi di visibilità. L'unico rimedio è mettere una tenda spessa che la separi dalla cellula abitativa. Qualcuno tra i frequentatori dei gruppi Facebook di camperisti si è lamentato di avere il pavimento freddo e in questo caso gli è stato consigliato ricoprirlo con una moquette rimovibile, magari mettendo uno strato di sughero in mezzo. Un altro problema invernale è la temperatura bassa della cellula abitativa durante gli spostamenti. La cabina di guida è riscaldata, ma l'aria del motore non basta a scaldare la dinette, i divanetti dove si siedono gli altri passeggeri. Ci sono stufette elettriche a 12 volt che possono risolvere il problema essendo sconsigliabile accendere la stufa a gas in marcia.

Il gasolio congelato e le boule di acqua calda
Per temperature particolarmente basse si può verificare il congelamento del gasolio del motore... Quello che si acquista in montagna dovrebbe essere antigelo, ma si può a scopo precauzionale mettere una coperta sul motore e accenderlo un paio di volte al giorno anche se non ci si sposta. Un altro rimedio casereccio contro il freddo è portarsi qualche boule dell'acqua calda. Il camper sotto la neve è molto romantico. Dall'oblò del soffitto nelle fredde notti d'inverno si vede il cielo stellato e l'atmosfera non risente di poco erotici accessori tipo la boule. Per chi volesse avere informazioni tecniche e meno tecniche sull'universo del camper, godere del sottile piacere di leggere le disavventure capitate ai “colleghi”, i gruppi più diffusi su Facebook sono: “Camperisti italiani” (89.936 membri), “Fai da te sul camper” (29.018 membri), “Camperisti squattrinati” (27.380 membri), “Camperisti in sosta libera overland” (17.890 membri), “Vendo e compro camper e caravan” (10.494 membri). Se tanti sono in partenza per la montagna, sfidando il freddo, non pochi cercano terme riscaldate. Ci sono anche camperisti rustici e alternativi che hanno montato la stufa a legna, altri che hanno tolto qualsiasi riscaldamento ma si tratta di minoranze eroiche, la versione camperizzata di Mauro Corona e non frequentano i gruppi su Fb.

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