PREVENZIONE IN STALLO

Campi Flegrei: Piano di evacuazione per i 550mila abitanti da aggiornare dal 1984

di Andrea Carli

(Alamy)

3' di lettura

Il terremoto di magnitudo 4.0 che ha colpito lunedì sera l’isola di Ischia è stato avvertito anche in alcune zone dell’area flegrea, una vasta area situata nel golfo di Pozzuoli, a ovest della città di Napoli e del suo golfo. I comuni dove maggiormente è stato registrato il movimento tellurico sono stati Monte di Procida e le zone alte di Bacoli e Pozzuoli. Entrambe sono zone ad alta densità abitativa: 114mila persone vivono a Bacoli (che si trova a 17 chilometri dall’epicentro); più di 195mila a Pozzuoli (19 chilometri). Da queste parti gli abusi edilizi sono spesso la regola.

550mila persone vivono ai piedi di uno dei vulcani più grandi d’Europa
La caldera dei Campi Flegrei è un’area di circa 100 chilometri quadrati, ai piedi di uno dei vulcani più grandi d’Europa, sulla quale l’uomo ha costruito un gran numero di abitazioni. Stando all’ultimo censimento dell’Istat, ci vivono 550mila persone. È la seconda area di rischio dopo quella vesuviana: da una parte c’è la compresenza di numerosi crateri; dall’altra non è possibile escludere che la ripresa dell’attività eruttiva avvenga da più bocche contemporaneamente.

Loading...

L’ultima eruzione nel 1538
L'ultima eruzione di Monte Nuovo risale al 1538. Ad oggi il livello di allerta per questo territorio è giallo. Secondo il geologo Mario Tozzi, tuttavia, il supervulcano sta per svegliarsi. E potrebbe essere una catastrofe. Sulla stessa linea di Tozzi uno studio pubblicato nel maggio scorso da Nature Communications e condotto dall’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Napoli e dalla University College di Londra: i Campi Flegrei. è la conclusione, sarebbero a rischio per un’eruzione.Il vulcano starebbe entrando in una fase critica.

Piano di evacuazione da aggiornare
Esiste già un piano di evacuazione dell’area flegrea. Risale al 1984. Ora va aggiornato. Ad agosto del 2016 sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico che si dovesse manifestare in questa zona. Il documento contiene l’elenco dei 7 Comuni della provincia di Napoli che, soggetti ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici, formano l’area da evacuare cautelativamente in caso di ripresa dell’attività eruttiva (Zona rossa). Si tratta dell’intera estensione territoriale dei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e di parte del territorio dei Comuni di Giugliano in Campania, Marano di Napoli e alcune municipalità di Napoli. La zona rossa e la zona gialla sono state individuate dal Dipartimento della protezione civile, in raccordo con la Regione Campania, sulla base delle indicazioni fornite dalla comunità scientifica. Il testo, inoltre, definisce i gemellaggi tra i Comuni interessati e le Regioni e Province Autonome che accoglierebbero nei loro territori la popolazione evacuata.

Un primo bilancio
A che punto siamo con il nuovo piano? Secondo una fonte interna del dipartimento della Protezione civile, la fase è «avanzata» per quanto riguarda la definizione delle aree di attesa e di quelle di incontro.

I passaggi del piano di evacuazione
Ecco i passaggi del salvataggio: c’è una fase di pianificazione dell’emergenza da parte del Comune che individua le aree di attesa, ovvero quelle di partenza della popolazione che ha necessità di trasporto assistito. Diversi comuni dell’area le hanno già individuate. Dalle aree di attese le persone vengono condotte in quelle di incontro, previste nella pianificazione di allontanamento, a cura della Regione Campania di concerto il dipartimento della Protezione civile: le aree di incontro sorgono al di fuori della zona rossa. Dalle aree di incontro la popolazione va verso i punti di prima accoglienza, a loro volta previsti nel piano di trasferimento della Regione o Provincia autonoma di accoglienza. Da qui vengono smistate nelle strutture previste nel piano di accoglienza. Manca da definire come trasportare le persone e i percorsi di allontanamento. 550mila persone non sono poche. E l’operazione va effettuata nel minor tempo possibile.

I gemellaggi con le altre Regioni
Per garantire l’assistenza alla popolazione da evacuare preventivamente, il decreto di agosto 2016 definisce i gemellaggi tra i Comuni in zona rossa e le Regioni e le Province Autonome. La popolazione di Pozzuoli, ad esempio, è assistita in Lombardia; quella di Bacoli in Umbria e Marche; quella di Monte di Procida in Abruzzo e Molise. Per rendere operativi i gemellaggi, le Regioni e le Province autonome dovranno sottoscrivere protocolli d’intesa con la Regione Campania e i comuni in zona rossa, in accordo con il Dipartimento, ed elaborare piani per il trasferimento e l’accoglienza della popolazione.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti