verso il voto del 2021

Campidoglio: dopo la ricandidatura di Raggi, tutti i nomi in campo per centrodestra e centrosinistra

Alcuni nomi hanno già iniziato a circolare: da Enrico Letta a David Sassoli per il centrosinistra; da Flavio Cattaneo a Claudio Lotito per il centrodestra.

di Andrea Marini

Raggi si ricandida e fa saltare la regola del terzo mandato

Alcuni nomi hanno già iniziato a circolare: da Enrico Letta a David Sassoli per il centrosinistra; da Flavio Cattaneo a Claudio Lotito per il centrodestra.


3' di lettura

La annunciata ricandidatura a sindaco di Roma di Virginia Raggi era tutto sommato attesa. La mossa ha ora girato i riflettori sul centrodestra e sul centrosinistra. Tuttavia, i nomi per i prossimi candidati sindaco delle due coalizioni resteranno ancora coperti, almeno fino alle Regionali del 20-21 settembre, quando, tra chi vince e chi perde, si ridefiniranno gli equilibri all’interno delle due compagini. Alcuni nomi, tuttavia, hanno già iniziato a circolare: da Enrico Letta a David Sassoli per il centrosinistra; da Flavio Cattaneo a Claudio Lotito per il centrodestra.

Centrosinistra con il vento in poppa

Nel centrosinistra aspettano tutti l’esito delle Regionali del 20-21 settembre. Se il Pd dovesse perdere in maniera clamorosa, cedendo al centrodestra Marche, Puglia e Campania, la leadership di Nicola Zingaretti verrebbe pesantemente indebolita e i giochi per il Campidoglio si rimescolerebbero. Al momento il Pd si sente il vento in poppa, visto che alle europee dell’anno scorso ha riconquistato il primato nella Capitale. Quindi l’obiettivo è di candidare una personalità di peso in grado di assicurare la vittoria.

Sassoli in pole

Zingaretti punterebbe sull'ex premier Enrico Letta (attuale direttore della Scuola di affari internazionali dell'Istituto di studi politici di Parigi) o su presidente dell'Europarlamento David Sassoli. Tutti e due al momento si sono però chiamati fuori. Tuttavia quello che potrebbe alla fine accettare sarebbe proprio Sassoli, visto che il suo mandato scadrà a gennaio 2022, pochi mesi dopo il voto per il Campidoglio. Sono circolati anche altri nomi di candidati “civici”, che paiono però come suggestioni: il capo della polizia Franco Gabrielli e del presidente del Coni Giovanni Malagò. Si è parlato anche del commissario Ue Paolo Gentiloni e del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ma poi sarebbe complicato sostituirli in questi incarichi fondamentali.

Il nodo primarie

Se il Pd non dovesse trovare big in grado di assicurare la vittoria, si ricorrerà alle primarie. Qui sono in molti quelli che potrebbero correre: i minisindaci (i presidenti di Municipio, le ex circoscrizioni) di centrosinistra, Amedeo Ciaccheri, Sabrina Alfonsi o Giovanni Caudo; altri giovani esponenti della sinistra romana come Tobia Zevi o Andrea Santoro; Valerio Carocci, il giovane leader del Cinema America; la senatrice romana Monica Cirinnà, il deputato e sottosegretario all'ambiente Roberto Morassut.

La competizione Lega-FdI

Anche nel centrodestra si aspettano le Regionali del 20-21 settembre. Per determinare chi tra Lega e Fratelli d’Italia darà le carte. Se i candidati governatori di FdI, Francesco Acquaroli e Raffaele Fitto, dovessero portare alla vittoria il centrodestra rispettivamente nelle Marche e in Puglia, il peso del partito di Giorgia Meloni crescerebbe.

L’intreccio con le Regionali nel Lazio

Ma nel centrodestra pesa un’altra incognita: le elezioni Regionali per il Lazio, al momento previste per il 2023, ma che potrebbero essere anticipate se Zingaretti dovesse assumere incarichi di governo a seguito di un rimpasto. A differenza del Comune di Roma, dove il centrodestra per vincere deve sperare che il centrosinistra sbagli il candidato (come fece con Francesco Rutelli contro Gianni Alemanno nel 2008), per le Regionali del Lazio il discorso cambia. Qui i pronostici sono a vantaggio del centrodestra, che già nel 2018 sfiorò la vittoria (a pesare furono le divisioni interne).

Verso un candidato civico per il centrodestra

Sia Fratelli d’Italia che la Lega puntano ad esprimere un proprio candidato governatore del Lazio. Che potrebbero essere Giorgia Meloni stessa, se non diventerà prima ministro dell’Interno di un governo Salvini, o l’ex sottosegretario al Lavoro leghista Claudio Durigon (di Latina). Quindi nessuno ha interesse ad esprimere un proprio candidato sindaco, probabilmente destinato alla sconfitta, per poi lasciare all’altro campo aperto nella corsa alla Regione Lazio. Probabile che alla fine per il Campidoglio venga indicato il nome di un candidato civico, riconducibile né alla Lega né a FdI. D’altronde è stato lo stesso Salvini a fare l’identikìt: un imprenditore romano, che consce bene la città e che sia un volto noto. Già sono circolati in nomi di Flavio Cattaneo, vice presidente di Italo - Nuovo Trasporto Viaggiatori, e Claudio Lotito, presidente della Lazio.

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