immobiliare

Campus e hi-tech nelle ex Officine De Agostini

di Paola Dezza


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3' di lettura

Un campus dedicato all’innovazione, alla tecnologia e alla formazione cambierà il volto dell’ex sito industriale della De Agostini a Novara.

Un progetto pilota di “Edutech”, il primo in Italia, che punta a ridare un’anima a un’intera area storica della città, dove un tempo si stampavano libri, atlanti e fascicoli a marchio appunto De Agostini, oltre alle mappe appese nelle aule delle scuole italiane (e nelle camere di molti studenti). Quei testi sui quali abbiamo studiato tutti prima dell’avvento di internet.

Un progetto che il Comune della città ha approvato nella giornata di ieri in via definitiva, dando parere positivo alla variante per accogliere le destinazioni d’uso ipotizzate. L’ultimo tassello che permette ora di delineare in maniera concreta l’operazione immobiliare, e non solo, relativa al recupero dei 50mila metri quadrati sui quali sorgevano le ex Officine Grafiche, in corso Vittoria a Novara, da quando l’azienda venne trasferita qui da Roma (dove era nata nel 1901) da Giovanni De Agostini nel 1908. «La curiosità è che a Roma l’azienda nacque in via Novara e poi a Novara si trasferì inizialmente in via Roma» mi dice Alberto Boroli, erede della dinastia.

Il progetto promosso da OG Immobiliare, che fa capo ad Alberto e Andrea Boroli, e da De Agostini Spa, società che riporta alla famiglia Boroli-Drago, è seguito dagli architetti Piermassimo Cinquetti di Base Engineering, con Benedetto Camerana per la parte urbanistica, mentre Filippo Addarii con Plus value si occupa della definizione delle competenze innovative e di impatto sociale.

L’idea è rivoluzionare l’intera area. «Senza fini speculativi – dice Alberto Boroli -. Avremmo potuto puntare sul residenziale, ma non abbiamo voluto. Abbiamo scelto, invece, di disegnare un futuro per questi spazi ricchi di storia. Una storia aziendale che è cambiata per via dei passaggi rivoluzionari della tecnologia».

    In zona la società Camplus, tra i leader in Italia per gli studentati, dovrebbe preparare - l’accordo è in via di definizione - una palazzina di appartamenti per studenti e lavoratori con almeno 250 posti letto. Le indiscrezioni parlano anche dell’ipotesi di una scuola di moda voluta da Confidustria Moda. Si potrebbe trattare di una scuola di formazione sartoriale. Un importante progetto per la vicinanza a Milano e per la presenza in loco di molti siti industriali del settore. In uno scenario positivo la scuola potrebbe accogliere i primi studenti la prossima primavera.

    Altro nome da coinvolgere è quello di Como Next, interessato al progetto e che in futuro potrebbe occuparsi di attirare qui nuove start up. Lo spazio non mancherà. Nell’ambito del progetto, infatti, la palazzina più moderna di uffici sarà sostituita da una torre di dieci piani.

    Sulla carta tutto sembra pronto. Adesso inizia l’iter per trovare i capitali, iter nel quale dovrebbe essere coinvolta Dea Capital. Un nodo fondamentale e non banale per una città secondaria, con meno appeal rispetto a grandi centri come la vicina Milano. «Si tratta di un investimento che vale circa 60 milioni di euro - continua Alberto Boroli -. Al momento stiamo costituendo il team deputato a concretizzare l’operazione».

    L’intenzione è consegnare alla città non solo un’area destinata alla formazione, ma realizzare una rigenerazione urbana che con spazi per il food di qualità e l’intrattenimento renda viva la zona anche la sera, coinvolgendo la cittadinanza.

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