«Heat dome»

Canada, centinaia di vittime e incendi per la «cupola di calore»

L’eccezionale ondata di caldo che ha colpito la British Columbia con temperature massime quasi a 50 gradi sta provocando un numero crescente di vittime e decine di incendi

Afp

2' di lettura

Un’ondata di calore senza precedenti cui si sono aggiunti decine di incendi.È sempre più emergenza in Canada occidentale, nella regione della British Columbia affacciata sull’Oceano Pacifico.

La capo medico legale dello stato, Lisa Lapointe, ha affermato che nella provincia si contano 719 morti improvvise e inaspettate durante questa settimana di caldo record. Una cifra senza precedenti, ha aggiunto, spiegando che è di tre volte superiore alla media di decessi in questo periodo. Lapointe ha quindi specificato che le estreme condizioni meteorologiche sono considerate un fattore determinante nell’aumento dei morti e che la cifra è destinata a crescere.

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Non solo. Oltre 130 maxi incendi boschivi, in gran parte scatenati da fulmini, stanno devastando la zona. il governo federale intende inviare aerei militari per aiutare i pompieri a contenere le fiamme.

Lytton, il villaggio scomparso

Emblematico il caso di Lytton, un villaggio di 250 abitanti nell’entroterra della regione 260 a nord-est di Vancouver, letteralmente inghiottito dalle fiamme. Il 29 giugno scorso, il paese ha toccato la temperatura massima di 49,6 gradi, polverizzando il precedente record nazionale canadese di 45 gradi raggiunto nel luglio 1937.

L’eccezionale ondata di calore ha investito l’intero quadrante nord-ovest del Nordamerica, Stati Uniti compresi. Nello Stato dell’Oregon i morti sono almeno 95, secondo le autorità sanitarie, la gran parte nella Multnomah County di cui Portland è capoluogo.

La causa è stata individuata dai meteorologi in una «heat dome», letteralmente cupola di calore, che si verifica quando l’atmosfera intrappola l’aria calda dell’oceano come un coperchio o un tappo.

Tutto esaurito negli hotel dotati di aria condizionata

Le vittime sono in gran parte anziani, che vivono soli in case private con una ventilazione minima, o di persone con condizioni mediche pregresse. Molte abitazioni non hanno l’aria condizionata, dato che le temperature sono normalmente molto più basse durante i mesi estivi di almeno 20-30 gradi. Gli hotel, dotati di impianti di condizionamento, sono tutti esauriti e la gente affolla i centri di emergenza allestiti per offrire refrigerio. Il ministro della sicurezza pubblica Bill Blair ha ammesso che meteo e roghi stanno avendo un impatto “devastante” e “senza precedenti” sulla British Columbia. «Questi incendi mostrano che siamo nei primi stadi di quella che promette di essere una estate lunga e difficile», ha avvertito.

Negli Usa vietati i fuochi d’artificio per il 4 luglio

Non mancano alcune polemiche per i ritardi nella risposta alla crisi. In questa provincia molti residenti hanno dovuto attendere ore le ambulanze, mentre i centri di emergenza sono stati attivati solo dopo che l’ondata di afa era già arrivata. La cupola termica di alta pressione che intrappola il caldo si estende dai territori artici sino alla West coast americana, dallo Stato di Washington all’Oregon sino alla California. Anche qui la prolungata siccità aumenta il rischio di incendi forestali catastrofici. Tanto da indurre le autorità a vietare o cancellare in molte località i fuochi d’artificio in occasione della festa dell’Indipendenza del 4 luglio per il timore di scatenare roghi pericolosi.

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