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Canada, porte aperte agli immigrati (e boom d’occupati tra i giovani)

Nel mese di agosto i nuovi occupati sono aumentati di 81mila unità, quattro volte più delle stime che parlavano di 20mila nuove assunzioni. Il mercato del lavoro è ai massimi dal 2003. Il boom del settore tecnologico e la fuga dei dreamers dalla California

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

La Borsa di Toronto. In Canada l’accoglienza degli stranieri non è tabù come negli States

3' di lettura

NEW YORK - Un modello di welfare simile a quello europeo, con la sanità gratuita per tutti e le scuole d’eccellenza. Le porte di casa sempre aperte. Niente armi in libera vendita e rischio stragi come capita negli Usa. Programmi per attirare gli stranieri: sia gli studenti, che in molte high school sono accettati negli anni di esperienza all’estero gratuitamente negli stati più remoti per favorire gli scambi culturali con i locali, sia i lavoratori specializzati, medici, ingegneri elettronici, insegnanti.

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Attrazione di investimenti con regimi fiscali favorevoli per le aziende straniere. E soprattutto visti più facili da ottenere, nel momento in cui negli Stati Uniti di Trump è diventato un incubo per gli stranieri con visto di studio o di lavoro riottenere il rinnovo annuale. E così il tranquillo e placido Canada, senza stare troppo sotto i riflettori, dicono i dati statistici, sta macinando record su record. Dati che fotografano un vero e proprio boom economico. Il Canada è la nuova «America» per chi cerca opportunità di lavoro o di studio.

Tanti giovani tra i nuovi assunti
A sottolineare l’espansione economica in corso in Canada, i dati sul lavoro «mostruosi» del mese di agosto (senza enfasi: sono definiti così dalle agenzie di stampa internazionali). Con una crescita sorprendente delle assunzioni che in 30 giorni sono aumentate di 81.100 unità secondo l’Ufficio di statistica canadese di Ottawa, battendo quattro volte le stime che prevedevano un incremento di 20mila nuovi posti.
Negli ultimi dodici mesi il Canada ha registrato 471.300 nuove assunzioni, il massimo in un anno dal 2003. La disoccupazione resta stabile al 5,7%. L’incremento «monstre» degli occupati è dovuto soprattutto ai nuovi entrati, i nuovi lavoratori che arrivano dall’estero favoriti dalle politiche del governo canadese che favorisce l’immigrazione di qualità di laureati e lavoratori specializzati. E gran parte delle nuove assunzioni – più della metà, dicono le statistiche – riguarda i giovani

L’hi-tech guida i rialzi alla Borsa di Toronto
Sul mercato finanziario canadese il settore hi-tech sta vivendo un vero e proprio boom. Aiutato dalla delocalizzazione di molte aziende californiane della Silicon Valley che hanno aperto succursali in Canada per poter continuare a far lavorare i «cervelloni» stranieri, quei «dreamers» a cui gli Stati Uniti non rinnovano i visti. L’hi-tech è il settore che sta avendo il migliore andamento quest'anno alla Borsa di Toronto. L’indice dei titoli tecnologici canadesi ha avuto finora un incremento del 59 per cento. Più del doppio dell’indice che raggruppa le migliori aziende industriali canadesi, l’S&P/TSX Composite Index. «Le aziende tecnologiche canadesi sono molto forti in questo momento», dice Todd Coupland analista di Cibc Capital Markets. «E quelle che negli ultimi anni si sono quotate hanno visto aumentare enormemente i prezzi dei loro titoli».

La corsa di Shopify (+1.500) e delle altre
Guida la corsa dei titoli tecnologici canadesi Shopify, società di Ottawa che ha lanciato e controlla l’omonima piattaforma per l’e-commerce, che da quando è entrata in Borsa al Toronto Stock Exchange, nel 2015, ha visto aumentare il valore delle sue azioni di oltre il +1.500% (avete letto bene). Un’altra tech company che spinge l'onda dei rialzi del settore è Lightspeed Pos, società che ha sviluppato un software per retail e ristorazione, che è stata la seconda Ipo canadese quest'anno per importanza. Da quando Lightspped Pos si è quotata in marzo le sue azioni sono schizzate del +175%. Un’altra quotazione attesa quest’anno è quella di Docebo, startup di Toronto specializzata nei software di Learning management system (Lms) via cloud.

La fuga dei Dreamers
Il Canada sta cercando di attrarre i migliori talenti hi tech per sostenere la crescita del settore. E da mesi è cominciato un esodo di lavoratori stranieri dalla Silicon Valley che lasciano la California per lavorare in una succursale della loro società nella tech valley della area di Toronto, o di Vancouver o per cercare occupazione in una delle tante promettenti start up canadesi, come quelle appena citate che stanno spingendo il listino azionario alla Borsa di Toronto. In Canada il visto non è un problema. Gli stipendi sono più bassi rispetto all'area di San Francisco ma anche il costo della vita è più basso. L’unica cosa diversa dalla California è il clima.

Boom delle richieste di residenza
Le richieste di residenza in Canada dei lavoratori stranieri della Silicon Valley con il visto H-1B, sempre più difficile da rinnovare con l’amministrazione Trump, sono letteralmente esplose. Oltre all’esodo dei cosiddetti dreamers, è cominciato un vero e proprio pellegrinaggio degli imprenditori hi-tech canadesi che si recano nella Silicon Valley per convincere le società americana a trasferire i loro lavoratori stranieri oltre confine, aprendo sussidiarie o appoggiandosi a società locali.

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