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Canali professionali, la formazione passa da Internet

L'emergenza coronavirus rappresenta uno spartiacque per estetisti e parrucchieri. Molte aziende hanno sostenuto i saloni con corsi tecnici a distanza

di Enza Moscaritolo

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L'emergenza coronavirus rappresenta uno spartiacque per estetisti e parrucchieri. Molte aziende hanno sostenuto i saloni con corsi tecnici a distanza


3' di lettura

Preoccupano i livelli occupazionali delle imprese di acconciatura ed estetica, e dei servizi alla persona dopo l'emergenza coronavirus. Sebbene, la riapertura e la ripresa delle attività stia lentamente ridando fiato a queste attività, Confartigianato aveva calcolato che l'effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e della concorrenza sleale degli abusivi nei mesi di marzo, aprile e maggio avrebbe causato a queste imprese una perdita economica di 1.078 milioni di euro, pari al 18,1% del fatturato annuo, mettendo a rischio 49mila addetti del settore.

Eppure l'inizio del 2020 presentava altre prospettive. I dati, infatti, evidenziavano che le entrate previste nel mondo del lavoro (ossia i contratti programmati) per gli operatori della cura estetica (secondo la classificazione delle professioni - ISTAT 2011 (3 digit), espressione onnicomprensiva che riguarda l'intero comparto, dai parrucchieri alle estetiste ai make up artist) nel solo mese di febbraio erano a quota 3.880, con una difficoltà a reperire del 28,4%, e che raggiungeva un totale complessivo di 12.940 nel periodo febbraio-aprile (Fonte: Unioncamere-ANPAL, Sistema Informativo Excelsior), un dato quest'ultimo sicuramente tutto da rivedere alla luce di quanto accaduto con il lockdown.

«Vediamo che cosa succederà, temiamo per la tenuta delle attività di molti parrucchieri che saranno in difficoltà, specie quelli con i locali più piccoli, alle prese con le norme per le distanze e con la limitatezza degli spazi e i costi di gestione che non saranno più sostenibili a fronte di un numero inferiore di clienti» ha dichiarato Maria Parnazzini, presidente della Nuova Fapam, azienda italiana operante nel settore dell'hair care da più di vent'anni e presente in molti paesi nel mondo.

A fine aprile, in pieno lockdown, aveva anche inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte proprio per sottoporre alla sua attenzione la grave situazione in cui versa questo comparto del settore dei servizi della cura alla persona. La crisi in questo ambito – che è sempre sembrato a prova di bomba, capace di resistere a mode e ad altre grosse difficoltà - potrebbe avere ripercussioni davvero importanti.

L'emergenza coronavirus, dunque, rappresenta sicuramente uno spartiacque per tantissimi ambiti professionali, e soprattutto per quello dei servizi del benessere e della persona, dove il contatto fisico ravvicinato è necessario e al tempo stesso inevitabile. «Proprio per queste ragioni – aggiunge Parnazzini - potrebbero andar persi anche molti collaboratori, che poi troverebbero occupazione in altro modo. Noi abbiamo cercato di sostenere i nostri parrucchieri, anche quelli all'estero, con corsi di tecnica a distanza e un'attività di supporto e sostegno psicologico per aiutarli ad affrontare meglio questo periodo».

Oltre che per i parrucchieri, anche per il settore dell'estetica la didattica a distanza ha rappresentato un valido sostegno, e un momento di approfondimento e aggiornamento necessario per una ripartenza più performante e all'avanguardia con le ultime tendenze, come fa sapere il presidente del Gruppo Ebano Carlo Robiglio nel presentare i numeri di Cef Publishing, società del Gruppo Ebano leader di mercato in Italia nella progettazione, realizzazione ed erogazione di corsi professionali attraverso modalità Fad (Formazione a distanza) ed e-learning.

«Nei giorni del lockdown abbiamo ricevuto tante richieste da professioniste e professionisti che costretti a casa dal virus hanno scelto di puntare sull'aggiornamento e la formazione continua – dichiara Robiglio - gli italiani sono per natura resilienti e in tanti avevano pensato a come migliorare le loro professionalità. Segnale di come ci sia un'Italia fatta di persone che si rimboccano le maniche e che puntano sul lavoro e sulla formazione».

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