Non è questione di razza

Cani all’università per la laurea in «cercatore di talento»

di F.Ro.

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1' di lettura

In realtà i migliori cercatori sarebbero i maiali, solo che sono ghiotti di tartufo, quindi non ci si può far conto. Così si è ripiegato sui cani. Invano si è cercata “la” razza più adatta: alla fine i migliori sono i meticci, quelli che in piemontese si chiamano tabui. Qualsiasi cane in realtà può trasformarsi in ottimo cercatore, ma va addestrato. Per essere sicuri meglio portarlo a Roddi, all’Università dei cani da tartufo.

Si chiama Barot, che in piemontese indica il bastone del trifulau, e a dirigerla oggi è Giovanni Monchiero, quarta generazione. «Addestriamo cani dalla fine dell’800 - racconta -. Bastano tre settimane, già dopo i primi giorni si intuisce se c'è talento. È tutta una questione di istinto e di olfatto, la razza non c’entra».

L’addestramento inizia con esercizi di base e giochi, il cane così apprende a riconoscere il tartufo. Dopo qualche giorno si va nei boschi, partendo con le ricerche simulate. Il corso, che si conclude con una vera e propria laurea, costa 500 euro. Ma è un buon investimento, se si considera che un ottimo segugio può costare anche più di 10mila euro.

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