gli shop nel mirino di salvini

Cannabis light: giro d’affari di 150 milioni, settore con 1.500 imprese

di Silvia Marzialetti


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(EPA)

2' di lettura

«Il comparto della canapa industriale non ha nulla a che vedere con gli stupefacenti, o con gli aspetti ludici della cannabis. Le esternazioni di alcuni politici, poco informati, stanno arrecando danni incommensurabili al settore e minando il suo sviluppo». Stefano Zanda, direttore generale del Consorzio nazionale per la tutela della canapa industriale, lancia la stoccata al ministro degli Interni Matteo Salvini, che ha minacciato di chiudere i negozi di canapa a basso contenuto di thc.

La legge per la promozione della filiera è entrata in vigore nel gennaio del 2017: da allora sul territorio nazionale sono stati aperti mille shop; avviate 800 partite Iva agricole specializzate e 1.500 nuove aziende di trasformazione e distribuzione. Gli addetti del settore sono diecimila e il volume d’affari calcolato dal Consorzio (che soltanto due mesi orsono è stato presentato alla Camera), è di 150 milioni di euro nel 2018. Il danno potenziale derivante da una eventuale chiusura si riflette anche sulle stime future: per il 2021 il giro di affari previsto su scala europea è di 36 miliardi di euro, visto il crescente interesse da parte di vari settori tra cui farmaceutica, cosmesi, alimentare, packaging, edilizia e design.

Sempre nel 2018 in Italia sono stati 2500 gli ettari coltivati a canapa e la previsione di chiudere l’anno con un raddoppio delle superfici. Salvini ha dichiarato di voler «chiudere ad uno a uno tutti i presunti negozi turistici di cannabis» e il mondo della canapa industriale è entrato in fibrillazione: «Prendiamo le distanze - ha aggiunto Zanda, interpellato da Radiocor - da eventuali comportamenti fuori legge di alcuni negozianti. Chiediamo però il massimo rispetto per il settore, composto da moltissimi professionisti ed aziende serie. Il Governo dovrebbe essere lungimirante e non perdere tempo per regolamentare il comparto, dando dignità e la stabilità necessaria alle imprese, per affrontare e attrarre gli investimenti necessari allo sviluppo».

A raffreddare gli animi interviene a margine del Vertice informale Ue, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «Io ho un'agenda molto fitta, non me la stravolgete, e la chiusura dei negozi di cannabis light non è all'ordine del giorno»

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