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Cannavacciuolo, Capotondi e Casa Surace: storytelling di filiera per l’industria del gas

di Giampaolo Colletti


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3' di lettura

C’è la storia di un deposito di gas custodito in un lago salato. Siamo in Turchia, al centro della penisola anatolica, ad un chilometro e mezzo sotto il lago Tuz. E c’è anche la nostra storia declinata con gli oggetti realizzati col gas, dai bicchieri per la tavola alle piastrelle di casa. Storie che informano, intercettano attenzione, aggregano community. Perché in fondo siamo alla costante ricerca di quelle tribù connesse, informate, consapevoli. Per intercettare i nuovi consumatori contemporanei sui social e online. Così la comunicazione passa attraverso uno storytelling mirato, multimediale, coinvolgente. E addirittura può arrivare ad abbracciare tutta una filiera. È il caso di “Naturalmente Gas”, prodotto multi-piattaforma firmato da AgiFactory e che coinvolge le associazioni Anigas, Assogas, Igas. Realtà che rappresentano la quasi totalità dell’industria, con il particolare contributo di Eni, Snam, Italgas ed Edison. Per la prima volta tutti i protagonisti del mondo industriale del gas uniscono le loro forze per dare vita ad una campagna di comunicazione sul gas naturale, risorsa sostenibile ed essenziale per il sistema energetico.

Lo storytelling che fa rete. Obiettivo: contribuire a costruire un’informazione corretta, autentica, empatica sul gas naturale come fonte e vettore energetico sicuro e sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico. «È la prima volta che un’intera industria decide di intraprendere una narrazione non su un prodotto, ma su una risorsa. Non vogliamo aumentare il consumo del gas da un punto di vista commerciale, ma fare un’operazione che ha una declinazione culturale. Il gas sarà essenziale per sostenere il processo di decarbonizzazione nel mix energetico nazionale», afferma Daniele Chieffi, responsabile del laboratorio AgiFactory. Abbattere i luoghi comuni, partendo da uno storytelling di filiera. Perché è il gioco di squadra che contribuisce ad essere più efficaci. «Ci

rivolgiamo a decisori pubblici creando consapevolezza. Ma oltre agli stakeholder specializzati vogliamo arrivare agli utenti. È importante che tutti conoscano l'impatto e il risparmio energetico del gas naturale», precisa Chieffi. La strategia per la campagna è a forte vocazione digitale, incentrata sul portale Naturalmentegas.com e con un rimbalzo sui canali social Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram. Operazione che integra il digitale con gli strumenti di comunicazione tradizionali. «Perché per noi è prioritario che si parli di gas e che ci sia una presa di coscienza. Il media-mix si esplicita in più livelli: tra questi c’è un magazine cartaceo con tutte le informazioni e un approccio social che adotta testimonial pop e influencer per coinvolgere gli utenti nella conversazione», dice Chieffi. Storytelling crossmediale e al centro della narrazione una web-serie, con un tono di voce leggero e divulgativo. Coinvolti nel progetto anche Cristiana Capotondi, Antonino Cannavacciuolo e Casa Surace.

Un laboratorio sul brand journalism. Pensare, scrivere, produrre, distribuire:

così il brand journalism lab italiano prova a integrare tecniche giornalistiche di approfondimento e verifica con la costruzione della narrazione aziendale. «Integriamo la scrittura multimediale con tecniche giornalistiche. E tutto questo per costruire una narrazione efficace per le aziende», precisa Chieffi. Il team tra diretti e indiretti conta una ventina di professionisti, distribuiti nelle sedi di Milano, Roma, Torino. Oggi il laboratorio ha una quindicina di clienti attivi e altrettanti progetti ai nastri di partenza. «Portiamo in dote l’esperienza di essere partner di una multinazionale. Ecco perché comprendiamo le dinamiche d’azienda, la sensibilità, l’attenzione ad alcuni temi chiave. Questo oggi fa la differenza».

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