Gypsotheca e Museo Canova

Canova:Washington andata e ritorno. Storia di una statua e di un grande scultore

di Luisanna Benfatto


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2' di lettura

Possagno e New York. C’è un legame tra il piccolo paese in provincia di Treviso, luogo natale dello scultore Antonio Canova, e la grande metropoli americana. Si tratta della statua di George Washington, primo presidente degli Stati Uniti d’America , che Canova immortalò in una scultura che gli fu commissionata nel 1816 da Thomas Jefferson.

Destinata al Campidoglio della capitale dello Stato del North Carolina, Raleigh, l’opera realizzata in 4 anni, esposta nel 1821 ebbe poca fortuna poiché distrutta in un incendio dopo solo un decennio. Il gesso preparatorio, conservato nella Gypsotecha e Museo Canova di Possagno che racchiude gessi, modelli in terracotta dell’artista e dipinti, dopo un intervento di restauro è approdata quest’anno a New York per una mostra di successo alla Frick Collection.

Il fragile e imponente ritratto di gesso di tre metri che ritrae il presidente vestito come un condottiero romano, che dopo aver deposto il bastone del comando si appresta a scrivere sulla tavola il discorso di congedo alla Nazione, è tornato nuovamente a casa a Possagno. Nella sala del museo ottocentesco, parzialmente distrutto nella prima guerra mondiale e ristrutturato e ampliato anche con il contributo dell’architetto Carlo Scarpa negli anni Cinquanta, sono ora visibili la statua, i bozzetti e il busto di George Washington contornati da altri capolavori in gesso del massimo interprete del Neoclassicismo ( l’imponente statua di Napoleone Bonaparte, quella di Ercole e Lica, le Tre Grazie, Amore e Psiche) .

Nelle sale attigue alla Gypsotheca sono esposte anche foto e altro materiale che riguarda l’esatta copia di marmo della statua del presidente realizzata nel 1970 e opera dello scultore veneziano Romano Vio, incaricato di replicare il monumento che fu inviato a Raleigh e oggi sostituisce il capolavoro canoviano all'interno del senato.

Alla storia del poliedrico artista, maestro dell’arte statuaria e della diplomazia (può essere considerato il primo ambasciatore per l'arte italiana in America che ebbe un ruolo fondamentale nel recupero delle opere prelevate dall'Italia da Napoleone) è dedicato anche il film documentario “Canova's Washington. La Leggenda della Statua Perduta” prodotto da ARTE.it, scritto da Piero Muscarà ed Eleonora Zamparutti e diretto da Franco M. Rado, che sarà distribuito al cinema e in televisione.

    A pochi metri dal museo, centro di documentazione e casa natale di Canova si trova il Tempio dove oggi giacciono le spoglie dell'artista e del suo fratellastro, il vescovo Giambattista Sartori Canova, a cui si deve il recupero dei gessi dallo studio romano in Via delle Colonnette a Roma alla morte dello scultore. Iniziato nel 1819 e terminato nel 1832, sul modello derivato dal Pantheon romano e dal Partenone ateniese, conserva sull'altare maggiore la grande pala d'altare, dipinta dallo stesso Canova nel 1799 e raffigurante il Compianto sul Cristo morto. Un motivo in più per visitare la mostra e rendere omaggio a una figura di artista e uomo modernissimo e indipendente, che a sette anni scolpiva sul burro leoni alati e dopo gli studi all’Accademia delle Arti a Venezia, si trasformò nel più grande difensore dell'arte italiana. Un ruolo questo che è andato perduto e di cui si sente la mancanza.

    Canova|George Washington
    11 novembre-28 aprile 2019
    Gypsotheca e Museo di Antonio Canova
    Possagno
    Info: Museocanova.it


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