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Cantami o Diva: Marilyn per sempre

A 60 anni dalla scomparsa dell’attrice alla Palazzina di Stupinigi sono in mostra foto e memorabilia dell’icona americana

di Maria Laudiero

Marilyn Monroe and her husband Arthur Miller in front of the Queensboro Bridge, New York City, 1957 (Photo by Sam Shaw ©Shaw Family Archives, Ltd)

3' di lettura

Forever Marilyn la mostra organizzata negli spazi della Palazzina di Caccia di Stupinigi, ripercorre attraverso gli scatti del fotografo e amico Sam Shaw e ad oltre 60 memorabilia appartenute all'artista (alcune delle quali mai esposte prima) non soltanto la carriera ma anche la dimensione personale di una delle più grandi star di tutti i tempi.

Alle foto in bianco e nero e a colori che raccontano la vita pubblica e privata dell'attrice si accompagnano alcuni effetti personali come articoli da toilette, abiti, scarpe, foto e oggetti di scena.

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Ted Stampfer

La collezione appartiene a Ted Stampfer, il quale ha acquistato alle aste indette da Christie's e Julien's gli oggetti che erano stati riposti nei bauli dopo la sua morte e riaperti nel 1999 quando le case d'asta resero pubblici i beni personali della Monroe. Fra le curiosità le impronte digitali sulla crema viso e su uno dei suoi bigodini un capello biondo. Ma anche guanti, le scarpe di Quando la moglie è in vacanza, biglietti di aereo, una lettera d'amore ad Arthur Miller….

Marilyn, a 60 anni dalla morte Stupinigi le dedica una mostra

Marilyn, a 60 anni dalla morte Stupinigi le dedica una mostra

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60 anni dalla scomparsa dell'attrice

La mostra sarà aperta la notte fra il 4 e il 5 agosto con una serata evento speciale proprio in occasione dei 60 anni dalla scomparsa dell'attrice.

Il fotografo Sam Shaw (1912-1999

Newyorkese per antonomasia, famoso per essere un maestro della pubblicità, le fotografie di Sam Shaw sono state utilizzate come cover per LIFE, Look, Paris Match, L’Europeo, The Daily Mail, Der Stern, Harper’s Bazaar, Connaissance des Arts. E’ stato uno dei primi collaboratori dell'agenzia Magnum Photos. Si accompagnava a due Nikon “vissute” e amava fotografare le persone dietro ai personaggi restituendone una immagine “reale”. Per questo motivo prediligeva che non ci fossero i set-up anche se ha realizzato alcuni degli scatti a scopo pubblicitario più iconici di sempre; sua l'idea di Marilyn in abito bianco sulla grata della metro di Quando la moglie è in vacanza una delle immagine più viste in assoluto e di Marlon Brando con la maglietta strappata di Un tram che si chiama desiderio. Artista poliedrico e creativo, non sorprende che sia diventato regista e produttore indipendente, collaborando ai lavori di John Cassavetes (uno dei fondatori del cinema indipendente statunitense) che lo considerava “un uomo del Rinascimento”.

Norma Jean e Marilyn

Oggetto di un voyeurismo ossessivo che la portava a cambiare indirizzo come si cambia un paio di scarpe. Introvabile come racconta in un articolo una giovane Oriana Fallaci, che si era messa sulle sue tracce per una intervista impossibile che non ebbe mai luogo. Una brava attrice, dai tempi comici naturali, che seppe dare ampia prova delle sue doti, il cui talento è stato offuscato in qualche maniera dalla sua bellezza, in un'epoca in cui era ancora più difficile far coincidere capacità e fascino. Fino dalle sue prime apparizioni come in Una notte sui tetti dei Fratelli Marx, appare chiaro che la ragazza non potesse passare inosservata. Dietro la macchina hollywoodiana che aveva contribuito a costruire la dea, c'era la donna vera, un essere umano inquieto che probabilmente aveva le stesse aspettative di chiunque altro, e che forse avrebbe voluto soltanto “trovare pace, una pace senza morte” come recita una delle più struggenti poesie di Eduardo de Filippo, ma anche in questo caso la storia ci dice che è andata diversamente e l'epilogo è lo stesso riservato ai personaggi epici o delle tragedie greche.

Le foto indimenticabili in cui è protagonista ci rimandano una immagine quasi sempre sorridente; irraggiungibile eppure così terrena. Il suo mito è tutt'ora stella polare, questo spiega come mai a distanza di 60 anni dalla sua scomparsa si moltiplicano i biopic sulla sua vita, i documentari e le mostre. Si cerca di indagare ogni aspetto che la riguardasse e di ricostruire la sua anima attraverso frammenti di “esistenza” ritrovati qua e là nell'arco del tempo, come la recente produzione di Netflix basata su alcuni nastri inediti nel quale è lei stessa ad affermare come voce fuori campo che “le cose vere raramente si diffondono”. Grande attesa anche per il film Blonde di Andrew Dominik in anteprima al Festival del Cinema di Venezia, in cui è Ana De Armas a vestire i panni della Monroe.

Forever MARILYN. Dal 2 luglio al 18 settembre 2022, Palazzina di Caccia di Stupinigi Citroniera di Ponente

Riproduzione riservata ©

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