Sanità

Cantiere aperto per il cluster RiMed

di Nino Amadore

3' di lettura

Un passo avanti in una strategia di integrazione tra Regione siciliana e Istituto mediterraneo per i trapianti (Ismett) che guarda al lungo periodo con l’obiettivo ultimo, si fa per dire, di creare al Sud il contraltare del progetto di Human Technopole di prossimo sviluppo e realizzazione a Milano. Può essere riassunta così, sul piano strategico, la firma del protocollo di intesa tra Università di Pittsburgh, socia della Regione nell’Ismett con l’Upmc (University of Pittsburgh Medical Center), e i quattro atenei siciliani di Messina, Palermo, Catania e l’Università Kore di Enna che dall’anno accademico 2020-2021 avrà una sua facoltà di medicina. L’Università di Pittsburgh è anche presente tra i soci fondatori della Fondazione RiMed, creata dalla presidenza del Consiglio: Fondazione RiMed a sua volta presente nella compagine azionaria di Ismett.

Un cenno, questo, giusto per far capire come la collaborazione tra l’ateneo americano e le università siciliane sia al centro di un percorso già in parte codificato nell’accordo quadro del dicembre scorso con cui la Regione siciliana si è impegnata a stanziare 100 milioni l’anno per dieci anni a favore dell’Ismett prevedendo contestualmente di destinare una quota di almeno il 3 per cento da destinare alla formazione del personale sanitario regionale. Insomma: costruire un polo di eccellenza e contestualmente consentire la crescita professionale del personale e dei neolaureati siciliani. 

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Il protocollo, per esempio, prevede progetti di ricerca comuni, alta formazione, condivisione di esperienze innovative di insegnamento, scambio di docenti, studenti e ricercatori. Per il governatore siciliano Nello Musumeci «con questo importante protocollo la Sicilia si proietta oltre oceano, riaffermando il valore della ricerca, dello scambio di competenze, del confronto tra saperi, all'insegna del diritto alla salute e della centralità del paziente. La Sicilia si apre in questo modo al confronto con esperienze qualificate e riconosciute a livello internazionale, con grandi opportunità per i giovani ricercatori e in un connubio consolidato con Ismett, fiore all'occhiello della sanità siciliana». 

Ma non c’è solo questo perché la firma sul protocollo messa dal rettore dell’Università di Pittsburgh Patrick Gallagher e dai rettori delle quattro università siciliane fa il paio con l’impegno da parte della Regione siciliana, per bocca dell’assessore alla Salute Ruggero Razza, a investire per la costruzione di quello che stato battezzato Ismett 2: una nuova struttura da collegare a quella già esistente. Il tutto strettamente connesso al centro che la Fondazione RiMed costruirà a Carini, nel palermitano: la gara da 113 milioni si dovrebbe chiudere in questi giorni e la prima pietra potrebbe essere posata nel mese di luglio.

«Per noi il cluster Rimed ha un valore strategico indiscutibile - dice Razza - . Con l’accordo firmato alla fine dell’anno scorso abbiamo introdotto un orizzonte temporale lungo dando certezza anche all’azione dell’Ismett proprio perché crediamo in questo rapporto strategico. E abbiamo voluto creare la sicurezza per chi investe in Sicilia. Siamo sicuri che la firma di questo protocollo sarà utile anche per contribuire all'operazione, già lentamente in atto, di rientro delle professionalità siciliane che hanno lasciato la loro terra oltre ovviamente alla possibilità per i nostri neolaureati di perfezionare la loro formazione negli Stati Uniti». Ci sono poi altri aspetti che restano in attesa di sviluppi come l’impegno delle parti (Regione e Ismett), ad attivare un percorso di laurea in Sicilia in modalità double degree o joint degree in ambito medico-scientifico. A completamento, si potrebbe dire, di quello che viene definito il cluster RiMed.

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