Ad Ancona

Cantiere Marche, nuovi yacht per crescere

di Michele Romano

2' di lettura

Dopo oltre un anno di attesa, la certezza: il Cantiere delle Marche a settembre andrà a Cannes e a Montecarlo, tra le più importanti fiere mondiali della nautica, con gli ultimi due gioielli di famiglia. Si chiamano Flexplorer 130' ed RJ 130' e rappresentano il futuro prossimo del cantiere di Ancona, che in 10 anni viaggia al ritmo annuo del +15% di crescita del valore della produzione. Il 2021 sarà l’anno del recupero dopo 12 mesi di pandemia, durante i quali si è lavorato a tavolino per progettare quelle che in azienda considerano «le risposte adeguate al nuovo mercato». Le previsioni a fine anno saranno rispettate: 35 milioni di valore della produzione (poco sotto il 2019, ndr.), portafoglio ordini da 120 milioni completo fino al 2024 e per il quarto anno consecutivo un posto nella Top 20 del Global Order Book, che mette in fila i produttori per numero di metri di imbarcazioni realizzate e vendute nei 12 mesi.

Dietro questa sfida ci sono tre imprenditori marchigiani: Massimo Virgili, che guida il gruppo agroalimentare Vis, Massimo Belardinelli ed Ennio Cecchini, entrambi con esperienze importanti in altri cantieri navali. Quartier generale all'interno del porto di Ancona, dove è in fase di realizzazione un nuovo capannone (accanto a quello esistente da 5mila mq.), che consentirà di lavorare contemporaneamente su altri due yacht da 50 mt., e una banchina di proprietà ospita fino a 4 scafi; un ufficio a Sydney, guidato da Vasco Buonpensiere e un altro nella West Coast americana che sarà aperto quest’anno. Marchigiani sono anche i 40 collaboratori diretti, i circa 200 dell'indotto che lavorano nel cantiere e la filiera dei fornitori, «dalla meccatronica alla meccanica e dall'arredamento all'impiantistica» sottolinea con orgoglio Cecchini, a circoscrivere una leadership globale riconosciuta.

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Il simbolo di Cantiere delle Marche è il Darwin, scafo transoceanico in alluminio, di lunghezza da 86 a 115 piedi. «Fu barca dell'anno il primo 86 piedi varato 10 anni fa e andava a coprire un vuoto del mercato – spiega l'amministratore delegato -: forte e rigorosa nel design, pensata per chi ama l'’explorer puro, negli anni è diventata un ever green». Su linee meno estreme sono stati pensati i modelli del Nauta, mentre strizzano l’occhio agli armatori più esigenti i One Off, «scafi importanti, sartoriali, che stanno spingendo la crescita».

Proprio per rispondere ai gusti rinnovati dei nuovi acquirenti di yacht, «più giovani e sempre più esigenti» è nato il Flexplorer, che ricorda le sofisticate navi da ricerca: «È il trionfo dell'innovazione. Pensata, progettata e realizzata completamente ad Ancona – sottolinea con orgoglio l’ad–: l'unica al mondo ad ospitare una gru in fibra di carbonio a scomparsa, con la quale varare tender fino a 9 metri o anche un piccolo sottomarino». A settembre sarà affiancato dal rendering di «un Explorer vestito da yacht, in acciaio e lega leggera, un progetto rivoluzionario».

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