INNOVAZIONE

Cantine Europa punta al rilancio con Grillante

di Nino Amadore


3' di lettura

Lo hanno chiamato grillante, con una crasi tra il nome del vitigno, il Grillo, e la parola spumante. È l’ultimo nato in casa di Cantine Europa, la cantina sociale che ha sede a Petrosino in provincia di Trapani, raggruppa 2100 agricoltori per un totale di seimila ettari vitati distribuiti nelle province di Trapani, Palermo e Agrigento. Il Grillante, considerato la punta di diamante dell’offerta della casa vitivinicola siciliana, è uno spumante biologico e sostenibile ed è stato uno dei protagonisti di quello che viene considerato uno degli eventi più esclusivi al mondo: la charity dinner “Once Upon a Kitchen” che si è svolta qualche giorno fa nella Gotham Hall di New York, tra l’Empire State Building e la Time Square. Una cena di beneficienza organizzata dall’agenzia GR8 in favore di God’s Love We Deliver, ente benefico fondato nel 1985 che si occupa di preparare e consegnare pasti, dando consigli nutrizionali a persone dell’area metropolitana di New York che convivono con malattie gravi.

Selezionato dall’enologo Roberto Cipresso, il Grillante è stato lo spumante ufficiale della serata che vedeva ai fornelli tre grandi chef internazionali (Massimo Bottura, Joan Roca e Mauro Colagreco) e Cristina Tosi, chef e pasticciera, giudice di Masterchef Jr Usa e fondatrice del Milk Bar a Brooklyn. Un debutto internazionale per uno spumante organico da uve Grillo prodotto con metodo Charmat: la vendemmia avviene nella prima decade di agosto affinché il vino possa “esistere” prima della fine dell’estate: «Quello servito a New York - spiegano dall’azienda - è uno spumante 2018 ottenuto da vendemmia 2018». «Ho scelto di presentare il Grillante durante questa importante serata a New York perché rappresenta una nuova pagina del vino siciliano sotto molti punti di vista: per il regime di coltivazione e di produzione (organico e sostenibile), per la modernità e la freschezza del suo stile organolettico, per le scelte estetiche del suo packaging. Ma soprattutto è una assoluta novità nel suo genere perché, per la precocità della varietà Grillo e per la latitudine di coltivazione, è il primo vino che viene presentato al pubblico nell’annata della sua vendemmia e batte sul tempo ogni novello italiano o Beaujolais Nouveau francese».

Ma il Grillante è anche frutto di un percorso di ricerca avviato dall’azienda a ottobre del 2016 in collaborazione con Università di Palermo, l’Irvos e la Biopeck di Gibellina che hanno ottenuto un finanziamento a valere su Horizon 2020 – bando Pon Imprese e Competitività 2014-2020 con l’obiettivo di produrre vini e spumanti biologici da uve Grillo, con un ridotto uso di coadiuvanti enologici e con una gestione innovativa di lieviti selezionati autoctoni e delle fecce nobili per un prolungamento della longevità tecnologica del prodotto imbottigliato.

Il progetto, coordinato da Nicola Francesca, prevede tra le altre cose la creazione di un compost di elevata qualità per uso agronomico in regime biologico con i prodotti di scarto della filiera vitivinicola (vinacce distillate e scarti di potatura) . Compost utilizzato sia per la produzione dei vini, sia per la produzione di formaggi arricchiti in sostanze nutraceutiche naturali (estratti fenolici da sottoprodotti vitivinicoli). «Entrambe le produzioni – del Grillante e dei prodotti caseari - sono autenticabili e tracciabili nell'ottica della creazione di una filiera di circular economy attenta alla sicurezza e alla verifica dell'origine e dell'autenticità della materia prima utilizzata per la trasformazione» spiegano dall’azienda.

La produzione di questo spumante rappresenta la svolta per la cantina di Petrosino guidata dal notaio Eugenio Galfano che ha un giro d’affari di 32 milioni di cui 8 milioni da vino confezionato e di questi sei milioni arrivano dalla controllata Sibiliana.

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