il ritratto

Cantone, dalla magistratura all’Anac: in prima linea nella lotta alla corruzione

Il 27 marzo 2014 l'allora premier Matteo Renzi lo propose come presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione. Il suo mandato<br/>sarebbe scaduto a marzo 2020

di An.Ga.


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2' di lettura

Raffaele Cantone lascia l’Anac dopo cinque anni alla presidenza dell'Anticorruzione. Rientrerà in magistratura, che ha detto di avere sempre «considerato la mia casa». Nello specifico tornerà all'Ufficio del massimario presso la Cassazione dove prestava servizio prima di essere designato alla guida dell'Anac.

Nato a Napoli il 24 novembre 1963, Raffaele Cantone ha assunto la guida dell'Anac poco più di cinque anni fa: il 27 marzo 2014 l'allora premier Matteo Renzi lo propose come presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, nomina confermata dal Parlamento. Il suo mandato
sarebbe scaduto a marzo 2020. Entrato in magistratura nel 1991, è stato sostituto procuratore presso il tribunale di Napoli, dove si è occupato principalmente di criminalità economica, fino al 1999.

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È poi entrato nella Direzione distrettuale antimafia di Napoli, di cui ha fatto parte fino al 2007. Si è occupato delle indagini sul clan camorristico dei Casalesi che hanno portato alla condanna all'ergastolo di boss quali Francesco Schiavone, detto Sandokan, Francesco Bidognetti, detto Cicciotto 'e Mezzanott, Walter Schiavone, detto Walterino.

Alla presidenza dell'Anac ha dato forte impulso all'attività perprevenire l'infiltrazione della corruzione negli appalti pubblici e agli interventi sulle operazioni sospette o a rischio. Il Mose, l'Expo, la ricostruzione post terremoto nel centro Italia, la riforma del Codice degli appalti sono solo alcuni degli ambiti su cui l'Anac è intervenuta in questi anni.

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Dopo la seconda ondata di arresti per la realizzazione di Expo 2015, il Governo ha affidato la sorveglianza degli appalti ad un commissario governativo individuato proprio nel presidente dell’Anac. Per iniziativa di Cantone viene così inaugurato in via sperimentale l’istituto della «vigilanza collaborativa», ovvero la verifica preliminare di legittimità delle procedure di gara da parte dell’Anac, con l'obiettivo di evitare il contenzioso amministrativo e ridurre i rischi di corruzione.

Il nuovo Codice degli appalti del 2016 ha istituzionalizzato la “vigilanza collaborativa” dell'Autorità anticorruzione, che per contratti di particolare rilievo può essere richiesta dalle stazioni appaltanti previa stipula di un apposito protocollo di intesa. Il presidente dell'Anac non ha mai nascosto il suo disagio per il clima di ostilità verso il codice degli appalti e in particolare verso il ruolo dell'Anac nell'attuazione del codice, ritenendo sbagliate le accuse al codice di aver bloccato il settore dei lavori pubblici. Una risposta indiretta a quelle parti della maggioranza di governo gialloverde che ha detto a più riprese di voler intervenire radicalmente sulle regole degli appalti.

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Da ricordare che ad aprile 2017 Cantone è stato nominato Presidente del collegio arbitrale per l'erogazione, da parte del fondo di solidarietà, di prestazioni in favore degli investitori degli istituti di credito in liquidazione Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio della provincia di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara.

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