PRESIDENTE ANAC

Cantone: nella sanità la corruzione esiste ed è profonda

di Nicola Barone


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(ANSA)

3' di lettura

«Io sfido i numeri e dico che la corruzione esiste, è particolarmente profonda e grave nel settore della sanità». Non ha dubbi il presidente dell'Anac Raffaele Cantone. Convegno sull’intreccio tra amministrazione pubblica e malaffare, a Napoli. Il magistrato taglia corto sul vento delle polemiche alzato dai pazienti curati a terra nell’ospedale di Nola. Fuori del dato di cronaca rimane un altro però il punto cruciale e che per i riflessi generali merita l’attenzione di ogni cittadino. «Sulla corruzione dati numerici non esistono e chiunque dice che si può avere un numero dice una bugia. Gli unici sono le sentenze penali» è la premessa del ragionamento di Cantone. Allo stesso tempo non mancano elementi utili a capire lo stato reale delle cose. Ad esempio esistono «casi di dispositivi medici identici venduti con prezzi differenzi non per esempio tra Piemonte e Sicilia, ma tra Piemonte e Piemonte o Campania e Campania e c'è qualcosa che non va». E ancora che «ci sono appalti in sanità che sono stati uno scandalo, prorogati per anni, e questo significa mantenere una situazione di illegalità».

«Ok a piani di prevenzione ma vanno applicati»
«Ben vengano i codici di autoregolamentazione, ma bisogna farli funzionare e ricordare che per legge non rispettare quei codici rappresenta un illecito penale». Paradigmatico in senso negativo il caso dell'Azienda ospedaliera di Caserta, sciolta per infiltrazioni camorristiche. «Si erano dotati di un piano di prevenzione che era lo stesso di un ospedale del Nord». Ciononostante, per Cantone non è servito perché «chi commetteva la corruzione non era un vertice sanitario». «Prevenire è inserire gli anticorpi nel sistema e il sistema deve essere in grado di reagire, il corpo è il migliore strumento per reagire, ovviamente mettendolo in condizioni di reagire, anche per evitare che si arrivi alle manette». «Mi indigna che ci sia qualcuno che dice che tutta la sanità è corrotta perché non è così perché ci sono tanti casi di impegno contro la corruzione».

«Serve la responsabilizzazione della Pa»
«L'operatore sanitario sa benissimo quali sono i problemi e, se non lo sa, significa che non fa bene il proprio lavoro - entra nel dettaglio Cantone - e se dopo l'evento dice di non sapere, è consapevole che non è così». Il manager «non ha bisogno del grande orecchio per sapere cosa accade. Prevenire la corruzione è una cosa interna. La criminalizzazione del settore non è colpa dei media, ma è scarso coraggio di dire quello che non va, senza mettere la testa sotto la sabbia. Serve la responsabilizzazione della Pubblica amministrazione». A oggi le sanzioni emesse per la mancata applicazione del piano si contano sulle dita di una mano. «Solo alla terza richiesta e al terzo no, abbiamo emesso la sanzione». In conclusione la prevenzione della corruzione « deve essere percepita come attività reale e non come adempimento burocratico».

«Medici vanno premiati, non puniti»
«Io mi sono permesso di dire che ritengo che i medici che l'hanno fatto sono degli eroi, per paradosso ma comunque non hanno mandato a casa i pazienti. Perché l'alternativa era che venissero mandati a casa i pazienti». In merito al caso dell'Ospedale di Nola, Cantone rileva che «ci sono oggettive responsabilità di gestione». «Ovviamente è la situazione che merita di essere considerata e se c'è un ospedale in quelle condizioni è evidente che c'è una responsabilità di gestione, ma non del personale medico».

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