anno giudiziario

Canzio: «Più controllo sulle indagini dei pm»

di Nicoletta Cottone e Vittorio Nuti

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4' di lettura

«Merita di essere presa in seria considerazione la proposta di aprire talune, significative finestre di controllo giurisdizionale nelle indagini, piuttosto che prevedere interventi di tipo gerarchico o disciplinare». Questo uno dei passaggi salienti della relazione per l'apertura dell'anno giudiziario del Primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio che critica anche le indagini «già di per sè troppo lunghe» e le «distorsioni del processo mediatico» favorite anche dalla «spiccata autoreferenzialità» di taluni pm. La relazione di Canzio è dedicata a Giorgio Santacroce, presidente emerito della Cassazione scomparso pochi giorni fa, per il quale è stato osservato un minuto di silenzio. La cerimonia si è svolta alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ad ascoltare la relazione del primo presidente della Suprema Corte Giovanni Canzio ci sono tra gli altri i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, il premier Paolo Gentiloni, il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Presente anche la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Assente l’Anm
Per la prima volta invece disertano la cerimonia i vertici dell'Associazione nazionale magistrati, che a fine evento terranno una conferenza stampa. Un atto di protesta contro il mancato rispetto dell' impegno del governo a modificare la norma che ha prorogato il mantenimento in servizio sino a 72 anni dei soli vertici della Cassazione.

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Carcere più umano attenua rischio radicalizzazione
Contro la «terribile minaccia» del terrorismo internazionale, sottolinea Canzio nella sua relazione, occorrono «adeguate misure di polizia e prevenzione», un maggior coordinamento delle indagini anche con l'istituzione della Procura europea, e un «efficace sistema repressivo, fino a configurare gli atti di violenza terroristica come crimini contro l'umanità». Il Primo presidente sottolinea che un carcere più umano attenua il rischio di radicalizzazione.

Fisco: una sezione in più per la giustizia tributaria
Occorre che il legislatore, ha detto Canzio, appresti un «piano straordinario di abbattimento dell’arretrato fiscale» della Cassazione, pari al 47% delle cause pendenti, perchè «l'elevato valore delle poste finanziarie in gioco» giustifica la costituzione di una sezione tributaria bis. Se non si interviene, ha fatto notare Canzio, le proiezioni dei dati odierni indicano che nel 2020 e nel 2025 il contenzioso fiscale finirebbe per rappresentare rispettivamente il 56% e il 64% della complessiva pendenza civile della Suprema Corte.

Espulsioni meglio del reato di clandestinità
Il Primo presidente della Cassazione Canzio ribadisce il suo 'no' al reato di immigrazione clandestina, meglio le espulsioni. «Quanto al reato di immigrazione clandestina, si ribadisce l’inefficacia della risposta penale, mentre la configurazione di un illecito e di sanzioni amministrative, fino all’espulsione, darebbe risultati piu' concreti», afferma.

Chiede leggi che in maniera più rapida consentano lo svolgimento delle pratiche per le domande di protezione internazionale, tra le quali quelle dei tanti minori sbarcati senza genitori. «Si rileva l'esigenza di una urgente ridefinizione legislativa delle relative procedure in termini di semplificazione e accelerazione», sottolinea Canzio in relazione all'iter delle richieste di asilo. Il fenomeno dell'immigrazione, rileva Canzio, «nella sua complessità pone problemi di natura umanitaria, culturale, economica e sociale. Ma ha anche ripercussioni considerevoli a carico dell'amministrazione della giustizia, sia per la gravosa gestione dei procedimenti» sia per «gli alti costi che comporta».

Inaugurazione anno giudiziario Cassazione, l’intervento del procuratore generale Ciccolo

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Coppie gay, serve una legge per adozioni e figli
Il primo presidente Giovanni Canzio chiede una legge per le adozioni e i figli di coppie 'same sex'. La Cassazione «non può e non intende sottrarsi al dovere di apprestare tutela ai diritti fondamentali della persona», seguendo il «criterio guida dell'interesse preminente del minore», ma «demandare il via esclusiva alla giurisdizione» la soluzione di questioni su scelte etico-sociali «non è la via preferibile», sarebbe «da privilegiare il percorso ermeneutico disegnato sulla base di una chiara ed esplicita volontà legislativa».

Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno Giudiziario della Corte Suprema di Cassazione

Percezione di una diffusa corruzione nel Paese
Canzio ha sottolineato che è «fortemente avvertita nel Paese la percezione di una diffusa corruzione sia nella Pubblica Amministrazione che tra i privati. Essa non trova riscontro, tuttavia, nelle rilevazioni delle statistiche giudiziarie», nè in base ai dati nazionali e neanche in base a quelli della Cassazione (solo 273 lo scorso anno, pari allo 0,5% del totale di quelli trattati). Per Canzio «occorre avviare una approfondita riflessione sull'efficacia delle attuali misure, preventive, repressive, di contrasto al fenomeno, perchè ne sia consentita l'emersione nelle sue reali dimensioni anche nelle aule di giustizia».

Inaugurazione anno giudiziario cassazione, l’intervento del Primo presidente Canzio

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Penale: l’arretrato cala del 15,7%
Quanto all'andamento del settore penale, i risultati della Cassazione hanno dimostrato una significativa inversione di tendenza: aumento del 12,2% dei procedimenti definiti, calo dell'arretrato del 15,7%, tempo di definizione di soli otto mesi, «ben al di sotto della media europea».

Ciccolo: stop alla fuga di notizie, serve più riserbo
Un forte richiamo ai giudici affinché evitino le fughe di notizie sulle indagini in corso, e mantengano un maggior riserbo, viene dalla relazione del Procuratore generale della Cassazione Pasquale Ciccolo. «Dinanzi al fenomeno della fuga di notizie su indagini in corso, grave perchè rischia di ledere il principio costituzionale di non colpevolezza, più volte viene invocato l'intervento del mio ufficio, che risulta quasi sempre sterile per la obiettiva difficoltà di individuare le singole responsabilità», sottolinea Ciccolo. I magistrati, inoltre, devono usare la «massima discrezione» evitando di sostenere pubblicamente le ragioni e la bontà del loro operato, lasciando questo compito ai canali ufficiali di comunicazione.

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