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Caorle tra tinte pastello e tesori della laguna veneta

Chiamata la «Venezia in miniatura» la cittadina ha un prezioso centro storico, 18 chilometri di spiagge e i casoni che ispirarono Hemingway

di Evelina Marchesini

Caorle - la piazza (foto: Evelina Marchesini)

6' di lettura

Se siete amanti dei colori pastello. Se vi piace passeggiare per calli e campielli. Se oltre a chilometri di spiagge cercate storia e archeologia. Se vi affascina l'idea di vivere in prima persona le atmosfere dei libri di Ernest Hemingway. Se volete fuggire dalle mete turistiche di massa. Ecco, anche con una sola di queste ragioni avete la giusta motivazione per esplorare una delle cittadine italiane che hanno uno charme irresistibile, la bella e storica Caorle.

La fine dell'estate e l'inizio dell'autunno sono senza dubbio un periodo particolarmente indicato per andare a Caorle (caorle.eu) e da lì, come vedremo, lungo il fiume fino a Concordia Sagittario. Clima, colori e un po' di sollievo dall'intensità umana di agosto sono perfetti, sia che si scelga di trascorrervi una periodo fatto anche di spiaggia e mare, sia che si opti per un weekend lungo all'insegna della natura e delle esperienze gastronomiche legate al mare. Tanto più che proprio settembre ospita due eventi d'appeal, il Festival Internazionale del Teatro in strada (dal 31 agosto al 4 settembre, lalunanelpozzofestival.it) e la Festa del Pesce (11-13 settembre e 18-20 settembre, comune.caorle.ve.it).

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 Caorle, la Venezia in miniatura tra mare e case colorate

Caorle, la Venezia in miniatura tra mare e case colorate

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Rosa, indaco e il campanile

Chi già conosce Caorle probabilmente la identifica a colpo d'occhio con le case dai delicati colori pastello. Sembra di essere in una paese delle bambole, con quelle pareti colorate di rosa, indico, rosso scuro, verde, con i profili bianchi sempre ben tenuti, a fare da contrasto al cielo turchese. Il cuore di Caorle era e rimane infatti il centro storico: antico borgo peschereccio, è conosciuto oggi come la “Venezia in miniatura”, grazie alle calli grandi e piccole, ai campielli e alle case pittoresche che non possono non richiamare le forme della blasonata città lagunare.

In centro c'è il Duomo, risalente al 1038, dedicato a Santo Stefano Protomartire. È l'edificio più importante della città e sorge in piazza Vescovado. Di fronte al Duomo ecco che si eleva sul mare, quasi come un faro un po' bizzarro, lo splendido campanile cilindrico dell'XI secolo, quasi un simbolo della cittadina. La torre _ dicono le guide _ richiama i modelli ravennati di tradizione bizantina con elementi romanici e raggiunge i 48 metri di altezza, distinguendosi peraltro per una pendenza verso est.

L'interno è stato recentemente ristrutturato e le scale di legno portano in cima alla torre, dalla quale lo sguardo sulla città è particolarmente piacevole nelle giornate pulite di settembre.

L’affascinante Madonna dell’Angelo

Seguendo poi la diga che difende il centro, verso nord, si raggiunge sulla punta che chiude una bellissima baia sabbiosa la chiesa della “Madonna dell'Angelo”, a strapiombo sul mare. Nella pace dei suoi interni, si venera un'immagine lignea della Madonna col Bambino, che ha una storia intrisa di leggenda.

Il Santuario è da sempre molto caro ai caorlotti, che vi venerano la Vergine Maria protettrice dei pescatori. Le origini dell'edificio sono probabilmente più antiche del Duomo e risalgono al VI o VII secolo: si trattava di una chiesa a tre navate in legno dedicate a San Michele Arcangelo. La tradizione racconta che alcuni pescatori, mentre si trovavano in mare, notarono una statua di legno della Madonna col bambino in grembo galleggiare su un piedistallo di marmo. L'immagine venne portata a riva e poiché si credeva che l'avesse inviata San Michele Arcangelo venne posizionata nella sua chiesa, che da allora divenne la Chiesa della Madonna dell'Angelo.

La ScoglieraViva

Il paese è difeso dal mare aperto da una diga, che è anche una bellissima passeggiata. Attualmente il suo strato più antico è ricoperto da pesanti massi, dai quali è stato ricavato un museo a cielo aperto che si chiama ScoglieraViva, perché negli anni i massi sono stati tramutati in opere d'arte da diversi artisti nazionali e internazionali.

Il mare, il vero fil rouge

Caorle, dicevo, è prima di tutto un borgo di pescatori e ancora oggi il mare è il vero fil rouge della cittadina. La pesca viene praticata tutti i giorni con un centinaio di imbarcazioni, composte per lo più dai tradizionali Bragossi. L'arrivo in porto delle barche, lo scarico del pescato e il Mercato Ittico Comunale in Riva delle Caorline sono un rituale da non perdere se si è amanti della cucina a base di pesce (da evitare invece se siete contro il consumo di animali). In ogni caso il pesce viene ancora oggi venduto all'ingrosso al mercato ittico con un secolare sistema tutto caorlotto, l'”asta ad orecchio”.

Restando in tema, l'anima marinara degli abitanti di Caorle si sprigiona nell'arte di cucinare il pesce e nei prodotti gastronomici esclusivi dell'area, a cominciare dal Moscardino di Caorle, le vongole biologiche della laguna e i famosi canestrelli bianchi di Caorle.

Oltre 18 chilometri di spiagge

Caorle offre oltre 18 chilometri di spiagge dal colore tipicamente dorato. Dal centro si dipartono la spiaggia di Levante e la spiaggia di Ponente, separate dalla diga millenaria. A queste si aggiungono quelle di Porto Santa Margherita, nato negli anni 60 e oggi una delle darsene più importanti, con oltre 500 posti barca (e una vasta serie di sport acquatici, oltre al campo da golf “Pra' delle Torri”).

Seguono poi le spiagge del Lido Altanea, area residenziale marina immersa nel verde e, a seguire, Duna Verde, sorta intorno agli anni 70, dove ancora oggi si possono contemplare le dune e la pineta litoranea.

Cicloturismo in prima linea

Caorle è una destinazione particolarmente attenta ai nuovi mood del turismo lento e del cicloturismo. Basti qui dire che offre 6 diversi itinerari ciclabli, variabili dai 9 ai 64 chilometri, che si snodano tra piste asfaltate, sterrati, ghiaia e corsie ad hoc (per info, il sito di Caorle.eu).

La laguna ed Ernest Hemingway

La laguna di Caorle è una delle più grandi dell'Alto Adriatico ed è un'oasi naturalistica protetta, caratterizzata da paesaggi tranquilli e una gran quantità di uccelli migratori e stanziali. I viaggiatori già sanno che praticamente ovunque nel mondo si trova qualche traccia di Hemingway, instancabile viaggiatore oltre che scrittore. E anche la laguna di Caorle non fa eccezione. Qui le abitazioni dei pescatori un tempo erano i caratteristici Casoni, tipiche costruzioni in legno e canne palustri, che esistono ancor oggi.

Ernest Hemingway era amico del barone Franchetti, che qui aveva un casone di caccia, dove lo scrittore passò diverse giornate che lo ispirarono per il romanzo «Di là dal fiume e tra gli alberi» (1950), in cui Hemingway si sofferma su una delle più famose descrizioni della laguna di Caorle in inverno.

È possibile da Caorle comprare tour privati o collettivi in barca per la laguna, con visite ai casoni, e anche tour di una giornata in barca con i pescatori.

Lungo il fiume fino a Concordia

A 20 chilometri da Caorle c'è Concordia Sagittaria, importante centro paleoveneto che nel 42 a.C. divenne colonia romana con il nome di Julia Concordia. Il consiglio? Andarci via fiume, come ho fatto io, percorrendo il fiume Lemene. Un paio d'ore lasciandosi dondolare nei canali placidi, con la possibilità di godere di paesaggi straordinari, immersi nella natura fatta di canneti, salici piangenti, aironi. Inoltre, il percorso rievoca l’antica via commerciale che da Venezia e tutto il Mediterraneo attraversava Portogruaro per dirigersi verso il Nord Europa.

Con la minaccia delle invasioni barbariche, la colonia nel III secolo d.C. diventò roccaforte grazie all’installazione di una fabbrica di frecce, le “sagittae”, appunto, da cui il nome di Concordia Sagittaria. Solo intorno all'XI secolo rinacque come cittadina vera e propria, feudo e sede diocesana dipendente dal Patriarca di Aquileia. Tra i monumenti di epoca medievale vanno citati il Battistero romanico-bizantino, unico esemplare dell'XI secolo a preservare, al suo interno, l'originale decorazione pittorica e l'adiacente torre campanaria. La città è ricca di reperti romani ben conservati. Scavi recenti hanno portato alla luce resti di domus, terme, pozzi e tratti del decumanus maximus, il viale principale su cui si affacciavano tutte le principali attività economiche, istituzionali e religiose della città.

A Concordia Sagittaria sono moltissime le iniziative, dagli aperitivi archeologici alle camminate naturalistiche e, naturalmente, i giri in barca. L'operatore di promozione territoriale e turistica di riferimento è TVO Srl, che da oltre tre anni organizza tra l'altro esperienze di visite all’itinerario “GiraLemene” in barca e bicicletta, grazie alla collaborazione con chi noleggia imbarcazioni di varie dimensioni: dalle motonavi lagunari da oltre 20 posti, ai “pontoni” da 12 posti, fino agli “open” da 7 posti (https://tvo.srl/attivita/visita-guidata-in-barca-concordia-portogruaro/).


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