ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

La paura del crac Evergrande scuote le Borse. Per Milano (-2,6%) è la seconda peggiore seduta del 2021

La crisi del colosso cinese dell’immobiliare pesa sui listini europei e americani

di Andrea Fontana e Stefania Arcudi

La Borsa, gli indici del 20 settembre 2021

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor ) - Seduta ad alta tensione per le Borse europee, segnate da forti ribassi per la crisi del colosso immobiliare cinese Evergrande e l'attesa per i vertici delle banche centrali (la Federal Reserve in primis ma anche la Banca d'Inghilterra, quella cinese e quella giapponese)in calendario in settimana. Ma anche Wall Street è decisamente negativa mentre l'avversione al rischio porta a perdite consistenti per il Bitcoin, sceso sotto i 44mila dollari, acquisti sui titoli di Stato Usa e sul dollaro.

Pesante la contrazione del FTSE MIB tra i peggiori di giornata insieme a Francoforte. L'indice vedetta di Piazza Affari ha registrato la seconda peggiore seduta del 2021 ed è temporaneamente sceso anchesotto la soglia dei 25mila punti, arrivando a perdere quasi il 3% nel corso della seduta. Minerari, banche, assicurazioni e auto i settori più colpiti in Europa: il timore è che la crisi del gruppo immobiliare, atteso giovedì da importanti scadenze sui bond, inneschi vendite massicce da parte di molti investitori decisi a compensare le perdite sull'asset cinese.

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In una seduta caratterizzata dalla chiusura di molti mercati asiatici per festività (tra cui Tokyo e Shanghai), a indirizzare la giornata dei listini azionari è stata Hong Kong (HANG SENG) risentendo del -10,24% di Evergrande, ai minimi da oltre 11 anni, e della prospettiva che il governo di Pechino possa estendere la stretta regolamentare al settore immobiliare.

Wall Street in netto calo. C'è anche tema del debito Usa

In netto calo Wall Street, che riesce in chiusura ad arginare le perdite. Il Dow Jones perde l’1,78% nella peggiore seduta da due mesi. Le vendite sono conseguenza del clima dei mercati a livello globale, alimentato dai timori per gli effetti collaterali del potenziale default del gruppo immobiliare cinese Evergrande: l'attenzione è per ora sul pagamento delle cedole sui bond in scadenza giovedì prossimo, per le quali il gruppo cinese ha bisogno di 83,5 milioni di dollari. Gli investitori poi temono che la Federal Reserve, che si riunirà il 20 e 21 settembre, possa indicare di essere pronta a dare inizio alla riduzione degli stimoli monetari, visto l'aumento dell'inflazione e i miglioramenti sul mercato del lavoro. Sale, inoltre, la preoccupazione per il limite al debito federale. Ieri, la segretaria al Tesoro, Janet Yellen, ha lanciato un nuovo monito: se il Congresso non alzerà o sospenderà il tetto del debito, gli Stati Uniti vivranno il loro primo default a ottobre, dando inizio a una crisi finanziaria. Un rinvio della questione non è più tollerabile, secondo Yellen. "Stiamo appena emergendo dalla crisi pandemica, non dobbiamo gettarci da soli in un'altra crisi completamente evitabile" ha scritto Yellen in un commento per il Wall Street Journal. Il limite legale del debito e' stato ripristinato il primo agosto, dopo la sospensione durata due anni. Oggi, la speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi, ha detto di voler estendere la sospensione al limite del debito "oltre il novembre 2022".

A Milano stacco cedola per Eni e St

A Milano - su cui ha anche inciso lo stacco cedola di Eni (0,43 euro per azione) ed Stmicroelectronics (0,06 dollari americani per azione) con un peso sull'indice dello 0,27 per cento - vendite soprattutto sulle banche e sul risparmio gestito, anche se sono stati pochi i titoli risparmiati dalle vendite (Amplifon, A2a e Terna). Flessione inferiore all'indice per Diasorin: la società ha lanciato, nei Paesi che accettano la marcatura CE, un nuovo test che permette l’identificazione differenziale tra il virus SARS-CoV-2 e i virus dell’influenza A e B.

Pesanti le banche, con Banca Pop Er,Banco Bpm e Unicredit. Tra gli industriali giù Stellantis, in un settore auto in fibrillazione per la nuova indagine Usa sugli airbag difettosi di 30 milioni di auto.

Fuori dal Ftse Mib exploit per Aedes Ord. L'azionista di maggioranza Augusto Spa in liquidazione ha dato incarico a Rothschild & Co Italia come advisor esterno per la vendita dell'intera partecipazione in Aedes Siiq, pari al 51,25%,

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Continua il settembre di correzione: -3,5% Eurostoxx50

L'inizio della settimana negativo per le Borse europee accentua l'andamento sottotono dell'intero mese di settembre che negli ultimi anni è stato spesso caratterizzato da una flessione dell'azionario: dall'ultima seduta di agosto fino a venerdì 17 settembre, l'Eurostoxx50 è arretrato dell'3,5% e anche Milano ha fin qui ceduto il 3,7%. L'S&P500 di Wall Street invece è arretrato del 3,8% complessivo.

Occhi puntati sulla crisi del colosso cinese Evergrande

A livello globale l’attenzione è sui risvolti del caso Evergrande, l'indebitatissimo gigante immobiliare cinese a rischio crack. La crisi di liquidità ha colpito la seconda società del settore immobiliare della Cina che è titolare di più di 1.300 progetti immobiliari sparsi in oltre 280 città.

I bond della compagnia sono stati sospesi a seguito di un ulteriore downgrade da parte dell'agenzia di rating S&Poor's. Il mancato ricevimento delle cedole, come previsto, dovrebbe far entrare la società in una fase in cui le autorità intervengono e cedono alcuni degli asset, ma lo scenario potrebbe complicarsi.

A spaventare i mercati occidentali è la possibilità che il contagio fuoriesca dai confini cinesi e si espanda nel globalizzato mondo della finanza e esiste. Un eventuale rischio domino è legato all'esposizione di fondi hedge e fondi comuni di investimento occidentali al settore real estate cinese quanto più in generale al mercato obbligazionario orientale.

Da queste esposizioni potrebbero derivare degli automatismi e politiche di derisking per ribilanciare i portafogli. Queste politiche li costringerebbero a vendere titoli che non hanno nulla a che vedere con la Cina, l'immobiliare e compagnia bella.

Il caos Evergrande peraltro accade in un momento già delicato per Wall Street. L'indice S&P 500 – il più importante al mondo – ha chiuso in rosso sette delle ultime nove sedute. Non accadeva dallo scorso febbraio. Un segnale di debolezza confermato dall'andamento delle posizioni aperte (open interest) dei contratti di opzioni put sull'S&P 500, vicine ai recenti massimi e ormai da qualche settimana sopra la soglia dei 10 milioni di contratti. Ciò vuol dire che i grandi investitori si stanno assicurando.

Il cambio euro / dollaro
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Dollaro conferma rafforzamento, petrolio in discesa

Sul mercato dei cambi il d ollaro conferma il rafforzamento sull'euro con il cambio poco sopra 1,17. La moneta unica europea è indicata a 1,17130 da 1,1734 venerdì in chiusura dei mercati continentali. Come segnalano gli analisti di Mps Capital Service è il clima di avversione al rischio generale a favorire gli acquisti su una moneta rifugio come il dollaro che è al centro dell'attenzione anche per l'avvicinarsi dell'appuntamento con la banca centrale americana. Il cosiddetto "supporto" tecnico dell'euro/dollaro è individuato dagli analisti a 1,1693, valore che una volta rotto al ribasso potrebbe condurre il rapporto tra le due monete direttamente a 1,16.In calo infine il prezzo del petrolio, con il contratto sul Wti scadenza novembre a 71 dollari al barile e quello sul Brent del Mare del Nord con scadenza novembre a 74,6 dollari.

Andamento dello spread Btp / Bund
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BTp, lo spread col Bund torna sopra 100

Chiusura di seduta in rialzo per lo spread tra BTp e Bund che torna sopra la soglia dei 100 punti base in una giornata di acquisti sui bond dell'Eurozona. A fine giornata il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005436693) e il pari durata tedesco e' indicato a 103 punti base, in aumento dai 99 punti del closing di venerdi' scorso. Stabile, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark, che si attesta in chiusura allo 0,72%, stesso livello del riferimento precedente.


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