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Caos maggioranza, dallo ius scholae al superbonus: tutti i voti a rischio in Parlamento

Nel decreto Aiuti (in Aula alla Camera da lunedì 4 luglio) anche la norma sui termovalorizzatori contestata dai 5Stelle e possibile contenitore di interventi sulle trivelle

Aggiornato il 1° luglio 2022 alle ore 14,30

Letta: Ius Scholae è tema parlamentare, il governo non c'entra

3' di lettura

Le sfide del Governo sono tante - dal Pnrr alla siccità, alla guerra in Ucraina e il suo impatto sul potere di acquisto dei cittadini e sulla competitività delle imprese - ma le agitatissime acque nella maggioranza con la tenaglia di M5S (scosso dalla scissione di Di Maio e tentato dall’appoggio esterno) e Lega si riverseranno in Parlamento con rischio incidenti su alcuni provvedimenti delicati.

Lo si è visto già sulla cittadinanza per i minori stranieri e sulla coltivazione delle piantine di marijuana con la sfida tra Cinque Stelle e Pd da un lato e centrodestra dall’altro. C’è anche la questione del superbonus, l’agevolazione più amata dagli italiani e più criticata dal Governo: su pressione dei partiti è stato inserito un emendamento al decreto aiuti che ha ampliato la platea delle cessioni ma la partita potrebbe riapriarsi con il passaggio in aula. E nello stesso provvedimento c’è la norma sul termovalorizzatore a Roma, contrastata dal M5S (un emendamento dei Cinque Stelle è stato già bocciato in commissione), mentre fra i grillini c’è il sospetto che possa confluire una misura sulle trivelle nel Nord Adriatico, considerate strategiche dal ministero della Transizione ecologica ma indigeribili per il Movimento. Al momento però la modifica non si è concretizzata.

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Lega pronta alla battaglia sullo ius scholae

La Lega ha presentato 1.500 emendamenti, pur di bloccare lo ius scholae, il provvedimento che concede la cittadinanza ai minori stranieri arrivati entro il 12 anno di età in Italia che completano un ciclo di studi. L’Aula della Camera ha ultimato la discussione generale nell’ultima seduta di giugno.

Il testo, insieme alla proposta che mira alla liberalizzazione della produzione domestica della cannabis, sono nel calendario dei lavori dell’Assemblea approvato dai capigruppo di Montecitorio per il mese di luglio, quando potranno essere esaminati con tempi contingentati. Tuttavia, se i testi verranno approvati a Montecitorio, pur con una maggioranza spaccata, dovranno poi passare al Senato. A Palazzo Madama sarebbe un Vietnam, a colpi di migliaia di emendamenti ed interventi a raffica da parte di chi - Lega ma anche Forza Italia - non ha nessuna intenzione di far diventare legge questi provvedimenti.

Per non dire, poi, di altri progetti su temi etici, come l’utero in affitto, la legge sul fine vita ed il testo sull’omofobia che, dopo la bocciatura da parte dell’Aula del Senato del ddl Zan alcuni mesi fa, il Pd ha depositato annunciando che lavorerà per approvarlo entro la fine della legislatura.

Superbonus: cessioni allergate con incognita M5S

Il Governo resta fermo sulla decisione di non prorogare il superbonus, nonostante le richieste del Movimento 5 Stelle, ma è intervenuto per sbloccare la situazione dei crediti incagliati: con un emendamento al decreto Aiuti, approvato in commissione alla Camera e da lunedì 4 luglio in Aula, ha concesso a banche e società appartenenti a gruppi bancari di «cedere sempre il credito a soggetti non rientranti nella definizione di consumatori o utenti», che «abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la stessa banca cedente». Misura che riguarda anche cessioni e sconti comunicate prima dell'entrata in vigore della legge. I deputati hanno chiesto modifiche ulteriori respinte dal Governo. La soluzione dovrà passare la prova dell’Aula.

Ddl concorrenza, lo scoglio taxi

Oltre ai provvedimenti su temi etici e diritti della persona e al superbonus, ci sono altre potenziali mine sul sentiero che il governo Draghi con la sua maggioranza composita dovrà percorrere da qui alla fine della legislatura. Come la delega sulla concorrenza, cuore delle riforme legate al Pnrr, che superato lo scoglio dei balneari al Senato ora dovrà affrontare la rabbia dei tassisti alla Camera. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero nazionale di 48 ore del 5 e 6 luglio, protesta confermata anche dopo l’incontro con la viceministra al Mims, Teresa Bellanova. Tra la quarantina di emendamenti presentati in commissione Attività produttive alla Camera all’articolo 10 sul trasporto pubblico non di linea (taxi e noleggio con conducente), ce ne sono alcuni che contengono la richiesta di soppressione. Sono firmati non solo da Fratelli d’Italia ma anche da esponenti della Lega e del Pd.

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