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Caos Procure, l’intercettazione di Lotti: «Su Roma si vira su Marcello Viola»

di Ivan Cimmarusti


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2' di lettura

«Su Roma si vira su Marcello Viola», dice un convinto Luca Lotti, parlamentare democratico ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Lui, imputato nella Capitale nel processo Consip, decide con il collega dem Cosimo Ferri e con i magistrati Luca Palamara, Gianluigi Morlini, e Lugi Spina chi doveva ricoprire quel posto, rimasto vacante dopo il pensionamento di Giuseppe Pignatone. Viola nei fatti risulterà vincitore in Quinta commissione del Csm, quella che delibera le nomine. Nelle intercettazioni risultano soggetti non identificati.

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Interferenze illecite
Sono gli atti del Gico della Guardia di finanza, depositati alla Procura di Perugia e al Csm, a restituire retroscena dello scandalo nomine. Secondo le verifiche ci sarebbe stato un «centro di potere» esterno al Csm, che veicolava le nomine nelle principali procure d’Italia. Lotti, secondo gli inquirenti, compie «palesi quanto illecite interferenze da parte di soggetto rivestente la qualità di imputato», aspetto che «non poteva di certo essere ignorata da nessuno dei presunti». Negli atti si legge che un ruolo diretto lo avrebbe giocato anche Morlini, che nei giorni scorsi ha negato di aver dialogato con i soggetti finiti sotto intercettazione. Scrive il gico che il consigliere, che oggi si è dimesso dal Csm, fa il nome di un altro componente del Consiglio, Alessio Lanzi, con lo scopo di raccogliere più voti possibili per Viola.

Palamara: «a Creazzo va messa paura»
Negli atti si legge anche di presunte strategie tese a danneggiare gli altri candidati per la carica di procuratore di Roma. Si tratta di Franco Lo Voi, procuratore a Palermo, e Giuseppe Creazzo, procuratore a Firenze. In una intercettazione, Cosimo Ferri dice a Palamara: «Ma secondo te poi Creazzo, una volta che perde Roma, ci vuole andare a Reggio Calabria o no?». Risponde il pm di Roma: «Gli va messa paura con l’altra storia, no? Liberi Firenze». La storia a cui farebbero riferimento potrebbe essere un procedimento in corso di istruzione alla Procura di Genova. In altra intercettazioni sempre su Creazzo, Lotti afferma: «Se quello di Reggio va a Torino è evidente che quel posto è libero e quando lui (Creazzo, ndr) capisce che non c’è più posto per Roma fa domanda e che se non fa domanda non lo sposta nessuno, ammesso che non ci sia come voi mi insegnate...a norma di regolamento, un altro motivo».

Le valutazioni del Gico
Secondo gli investigatori, «appare così di solare evidenza che la materialità della condotta ha realizzato, per le descritte modalità, un comportamento scorretto nei confronti non soltanto dei soggetti istituzionali deputati a tali nomine dei dirigenti di uffici giudiziaria, ma anche dei magistrati legittimamente ad esse aspiranti».

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