infrastrutture

Capitali cinesi sull’Interporto di Nola

di Marco Morino


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3' di lettura

Per l’Interporto Campano, la maggiore struttura logistica, distributiva e intermodale presente nel Mezzogiorno e al 6° posto tra i primi 200 interporti europei (secondo una ricerca promossa dall’associazione degli interporti tedesca), si annunciano forti cambiamenti. Dopo la cessione delle deleghe da parte del fondatore, Gianni Punzo (attualmente riveste la carica di presidente onorario) e il risanamento finanziario durato alcuni anni, si va verso una cessione del pacchetto di maggioranza della società.

Di formalizzato non c’è ancora nulla, non vi sono ancora delibere approvate dal consiglio di amministrazione. Però c’è la volontà delle banche (Mps, Unicredit e Intesa Sanpaolo), che controllano il 21% del pacchetto azionario e determinano gli indirizzi strategici, a fare un passo indietro e ad avviare un percorso che culminerà nella ricerca di un partner industriale forte al quale cedere la quota di maggioranza della struttura basata a Nola, alle porte di Napoli. E tra i possibili pretendenti al pacchetto di maggioranza di Interporto Campano ci sarebbero primari operatori logistici cinesi e coreani.

Questo in sintesi il ragionamento che Sergio Iasi, amministratore delegato di Interporto Campano, fa con Il Sole 24 Ore. «Le banche – spiega Iasi - in questi anni ha svolto un ruolo importante nel traghettare l’Interporto fuori dalla crisi. Ora però si avvicina il momento di voltare pagina e consegnare, nel giro di due anni, la società a un socio industriale forte che ne garantisca la crescita futura. Tra l’altro – continua Iasi – all’Interporto Campano sarà quasi certamente assegnata la Zes (Zona esclusiva speciale), la zone franca voluta dal governo per attivare capitali e investimenti su determinate aree, assicurando in cambio incentivi di natura fiscale. La Zes sarà un’arma in più nel processo di ricerca nel nuovo socio di Interporto Campano».

Dalla sua l’Interporto ha la capacità di offrire una piattaforma di trasposto – ferroviario, stradale e via mare – che integra servizi di immagazzinamento, gestione e movimentazione di beni. Si tratta di un’offerta che, nel tempo, ha portato molti operatori internazionali che operano nella logistica, nell’alimentare, nella meccanica ad insediare le proprie strutture distributive nel Sud Italia.

In questo momento l’Interporto sta registrando una forte domanda di spazi da parte di operatori (soprattutto retail, logistica e food) e per questo sta progettando un ampliamento in due fasi di circa un milione di metri quadrari di superficie, che si aggiungeranno ai due milioni di metri quadrati già esistenti. Il valore dell’investimento è di circa 200 milioni. La ricerca del nuovo socio è finalizzata proprio a sostenere questo tipo di investimenti. «I progetti in cantiere sono numerosi. Dal prossimo mese di settembre – dice Iasi – partirà un collegamento ferroviario diretto via terra (un treno al mese) con la Cina, destinazione Shanghai. Il treno copre il tragitto in circa 20 giorni, rispetto ai 30-40 giorni della nave. Una soluzione ideale per settori come il tessile-moda che, in Campania, vantano una presenza forte».

Intanto avanza anche il progetto, lanciato dalla società ferroviaria Isc-Interporto Servizi Cargo (controllata al 100% da Interporto Campano), per sfruttare la rete italiana ad Alta velocità/Alta capacità anche per il trasporto merci a partire dal 2018. Isc ha piani di espansione che prevedono l’assunzione di 70 macchinisti i cui corsi di formazione partiranno a settembre 2017. «Anche per la nostra società ferroviaria di trasporto merci – rivela Iasi – ci saranno delle novità: siamo alla ricerca di un socio che ne rilevi la maggioranza e le consenta di svilupparsi appieno nel progetto dei treni ad alta capacità».

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