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Capodanno, dopo due anni di stop serata da 30 milioni di euro per le discoteche

Le mille strutture aperte in inverno - delle 2.500 rimaste dopo la pandemia - sono pronte a registrare il tutto esaurito per il 31 dicembre

(bernardbodo - stock.adobe.com)

2' di lettura

Dopo due anni di stop forzato, i locali italiani da ballo tornano ad essere il cuore della festa più partecipata dell'anno. Nella notte di San Silvestro, le circa mille discoteche della penisola operative nei mesi invernali, sulle 2.500 rimaste in attività dopo la pandemia, sono pronte a registrare il tutto esaurito, per un giro d'affari complessivo di 30 milioni di euro.

«Finalmente - commenta Maurizio Pasca, presidente di Silb-Fipe, il Sindacato dei locali da ballo - si torna a festeggiare il Capodanno nei luoghi preposti al divertimento controllato e sicuro. Un bel passo in avanti rispetto agli ultimi due anni quando, con la scusa della pandemia, si è finito per lasciare campo libero alle situazioni abusive e incontrollate».

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Danno per le imprese

«Un danno per le imprese - osserva - ma anche per centinaia di migliaia di professionisti che, ad esempio, lo scorso dicembre hanno scoperto che non avrebbero potuto lavorare con solo 8 giorni di anticipo. Una doppia beffa se si pensa che tutte le altre attività, dai cinema ai teatri, operavano a pieno regime. Ora questo ostracismo nei confronti delle discoteche è finalmente finito e siamo pronti per tornare a festeggiare l'arrivo del nuovo anno a ritmo di musica».

Contro le feste abusive in Emilia

Il presidente del Silb-Fipe dell’Emilia-Romagna Gianni Indino inoltre denuncia: «I social sono stracolmi di annunci che promuovono party e feste di Capodanno: decine, anzi centinaia in tutto il territorio regionale». Diverse le formule presentate: «Cenoni con ballo in ristoranti disponibili, pub e locali serali con dj-set fino al mattino, ville, dimore storiche, capannoni industriali diventano location improvvisate per cene a cui si unisce il ballo offerto anche con possibilità di free drink senza limite o controllo». «Una situazione - attacca Indino - non più tollerabile per chi fa questo di mestiere sottostando a tutte le normative del caso». Ciò che nota il presidente del Silb-Fipe è che «sembra che nessuno abbia voglia di verificare che tutte le condizioni di sicurezza, igiene e legalità siano rispettate». Il suo invito, dunque, «è che chi ha il compito di verificare la regolarità di queste serate intervenga e lo faccia immediatamente».

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