SULLA GAZZETTA EUROPEA

Capperi delle Eolie, via libera alla Dop

Il consorzio eoliano è composto da una sessantina di aziende che operano in tutte le isole dell’arcipelago. Tra tre mesi la registrazione ufficiale

di L.Ben.


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(AdobeStock)

1' di lettura

Dopo il cappero di Pantelleria che ha già il bollino Igp anche i capperi eoliani stanno per ottenere un riconoscimento: quello di denominazione di origine protetta. Il decreto del ministero delle Politiche agricole è stato pubblicato nella Gazzetta Europea. Registrazione e ufficialità avverranno però tra 3 mesi, necessari per esaminare eventuali ricorsi.

Il consorzio eoliano è composto da una sessantina di aziende che operano in tutte le isole dell’arcipelago: Lipari, Vulcano, Filicudi, Alicudi,
Panarea, Stromboli, e dei comuni di Santa Marina Salina, Malfa e Leni nell'Isola di Salina, in provincia di Messina.

Il disciplinare

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Nelle Eolie se ne raccolgono circa 600-700 tonnellate all’anno, la maggior parte proviene dall’isola di Salina. Il costo dei capperi è di 15 euro al chilo. La Dop punterà a far aumentare la produzione che per ora non riesce a soddisfare le richieste.

L'iniziativa era stata contestata dai tre sindaci di Salina, dove appunto si concentra la produzione, con un ricorso al Mipaaft e all'assessorato regionale all'Agricoltura. Clara Rametta, Riccardo Gullo e Domenico Arabia, primi cittadini di Malfa, Leni e Santa Marina Salina, sostenevano che “se Dop deve essere, deve denominarsi cappero di Salina, così come è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, e non genericamente cappero delle Eolie”.

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