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Caprice e Karin Chantal Bruno vestono una donna elegante e «colorata»

Dalla tradizione di famiglia la lunga conoscenza di produzione e tessuti per collezioni che sono un continuo divenire in base anche ai suggerimenti delle clienti

di Paola Dezza

2' di lettura

Un atelier a Torino dove si producono capi unici, fatti rigorosamente a mano e su misura, usando tessuti pregiati. Il nome “Sorelle Collezioni Private” svela l’idea all’origine dell’attività, il desiderio di richiamare la sorellanza tra donne. Caprice Selvaggia e Karin Chantal Bruno sono sorelle e coach sartoriali che, forti di una lunga tradizione di famiglia nel settore, hanno oggi l’obiettivo di creare capi e collezioni per aiutare le clienti a trovare il proprio stile ed evidenziare la propria unicità.

Le origini

«La nostra è una storia di generazioni che hanno lavorato nel mondo della moda e dei tessuti - racconta al Sole24Ore Karin Chantal -. La famiglia paterna si occupava di capi spalla maschili, era proprietaria di una importante azienda a Torino, mentre mia madre è di origine biellese e quindi da lei abbiamo ereditato la passione per i tessuti. Un duplice Dna legato a questo segmento produttivo».

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È la conoscenza profonda della materia che consente di ideare modelli eleganti, ma di facile vestibilità e soprattutto donanti.

«Partiamo sempre dal tessuto - racconta l’intervistata -. Proviamo a immagine davanti allo specchio le forme che potrebbe prendere e così proprio dalle stoffe prendiamo ispirazione».

La collezione

La collezione è un continuo divenire, i modelli vengono continuamente rivisitati, magari cambiano le lunghezze o alcuni dettagli. Alcune variazioni arrivano proprio dai desideri e dai suggerimenti delle clienti stesse.

«Il nostro obiettivo è realizzare i desideri delle nostre clienti - dice - e da loro arrivano molti nuovi spunti. Ci sono poi i capi-icona, che ci rappresentano e che fanno parte anche del nostro guardaroba personale, come il pantalone première, che ha una altissima vestibilità, le giacche o le camicie. A molti capi abbiamo dato un nome identificativo come il pantalone Diane Keaton o quello intitolato a Marlene Dietrich».

Sono capi che valorizzano chi li indossa. «I vestiti devono proteggerci, coccolarci oppure farci sentire forti - sottolinea -. I nostri capi poi sono senza stagione».

«Al centro del nostro coaching sartoriale c'è la destinataria dell'abito - racconta ancora Karin Chantal -. Fin dal primo incontro con la cliente, l'imperativo è l'ascolto dei suoi bisogni e desideri. È proprio il confronto con la nostra ospite a guidarci nella scelta dei tessuti, dei colori e dei modelli, e lungo tutto il processo di realizzazione. Lavoriamo a mano, curando alla perfezione ogni dettaglio e rifinitura, fino al risultato finale».

Le sorelle con Sissiotto, Simona Bertolotto

«I nostri capi si sentono addosso con naturalezza e si sposano con la tua personalità. Le nostre creazioni esprimono l'identità personale in linea con l'evoluzione del costume» spiega.

«Coltiviamo un'arte che affonda le radici nella tradizione della nostra città e del territorio - spiega -. Collaboriamo solo con aziende che adottano standard di produzione elevati. Ogni nostra attività è portata avanti con la massima attenzione verso la sua sostenibilità. Dal momento della fornitura al completamento del capo, ci assicuriamo di ottenere il massimo della qualità con il minimo impatto ambientale».

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