hevo

Capsule bio e apertura dell’e-commerce

di Ma.Cas.


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Alchimia. Parka lungo in nylon cotone con effetto bagnato

2' di lettura

Fare leva su una tradizione manifatturiera di oltre 70 anni e sul territorio per creare un prodotto contemporaneo, che piace soprattutto all’estero. È questa la strategia dietro il successo del marchio di Hevō, fondato da Mauro Gianfrate a Martina Franca (Taranto) sulle fondamenta dell’azienda di abbigliamento di famiglia. Oggi il marchio, che fa capo al Gica textile group, genera 4 milioni di euro di ricavi annui, realizzati per il 70 % oltre confine. «È un’azienda giovane che ha fatto del made in Puglia e dello stile, ispirato anch’esso al territorio, un valore aggiunto. E se lo sta vedendo riconoscere a livello internazionale», commenta Fabio Falcetta, head of design.

Hevō, che sarà presente alla 96 esima edizione di Pitti, ha avuto successo soprattutto sul mercato giapponese: «Il primo contatto con i buyer fu proprio a Pitti uomo, ma oggi realizziamo in loco circa il 45% del nostro fatturato e siamo presenti in tutti i migliori department store - continua Falcetta -. Ad aver conquistato la clientela è stato soprattutto l’equilibrio tra ricerca sui materiali, stile, vestibilità, prezzo». Tra i mercati più interessanti, al momento, Falcetta segnala il Nord Europa: «Scandinavia, Belgio, Olanda. Ci interessano anche gli Stati Uniti, un mercato importantissimo ma difficile da penetrare. Al momento siamo presenti da Barneys».

L’obiettivo del marchio, che punta a chiudere l’anno con un incremento di ricavi del 10% circa, è quello di entrare nell’offerta dei multimarca “di rilievo”, a livello internazionale ma non solo: l’Italia, infatti, assorbe il 30% dei ricavi di Hevo. Poi c’è l’e-commerce: «L’apertura di un e-store è in programma per la fine di quest’anno; abbiamo pensato di investire nel digitale piuttosto che negli showroom. Per farci conoscere utilizzeremo il web e una serie di trunk show», dice Falcetta.

Sul piano dello stile, Hevo punta su un prodotto che tra ispirazione, oltre che dalla Puglia, che “contamina” le collezioni soprattutto nei colori, anche dalla tradizione. Che viene, però, rivisitata, pensando a un pubblico giovane. I capi sono caratterizzati da linee pulite e possono essere utilizzati anche dal pubblico femminile, in linea con il trend unisex che va oltre la divisione di genere. Grande spazio ha la ricerca, soprattutto sul fronte dei materiali. A Pitti, per esempio, verrà presentata anche una capsule “bio”, realizzata in partnership con Marzotto: «Il fatto che un’azienda grande e storica scelga di stringere una partnership con un marchio emergente: ci rende molto orgogliosi», chiosa Falcetta.

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