colloquio di lavoro al contrario

Cara azienda, sono io che non voglio farmi assumere da te

di Massimo Esposti

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(Fotolia)


3' di lettura

«Allora? Com'è andato quel colloquio di lavoro? Ti hanno fatto poi sapere qualcosa?». «Sinceramente no, nonostante sia stato impegnato in incontri tutto il giorno nel corso dei quali, tra l'altro, hanno continuato a insistere sui valori della trasparenza e della correttezza nei rapporti. Anzi, quasi quasi lo racconto sui social…». Già, se questo per la reputazione di un'azienda non è un allarme rosso, poco ci manca. Anche perché in un mondo iperlinkato rapporti che sembravano univoci, come quello di offrire un ruolo manageriale, possono improvvisamente ribaltarsi in un drastico «sono io che non voglio venire a lavorare da voi». Un cambiamento delicatissimo di cui è convinto Marco Boido, cacciatore di teste a livello internazionale, senior partner di Transearch. «Spesso - spiega Boido - direttori risorse umane di multinazionali mi confessano che le loro aziende non sono in grado di dare un feedback adeguato ai candidati che vengono scartati nel corso del processo di selezione».

Come il racconto di un candidato “distorce” la realtà
In effetti capita quasi sempre così, ma è la prassi. «Purtroppo, invece il processo di selezione è un linguaggio comunicativo allargato. I candidati raccontano le loro esperienze ad amici, a conoscenti e a colleghi. In altre parole i candidati contribuiscono a modificare la percezione che il mondo esterno ha dell'azienda attraverso la loro esperienza di selezione». Candidato ideale e azienda ideale. Siamo sul difficile… «Si dimentica troppo facilmente che qualsiasi decisione di assunzione è sempre il risultato di un compromesso a cui partecipano svariati attori (futuro capo gerarchico, capi funzionali, futuri colleghi, funzioni staff, ecc.), ciascuno dei quali persegue i propri limitati obiettivi e non sempre esprime una visione aziendalista. Nessun candidato corrisponde mai perfettamente al “job profile” utilizzato per la selezione. Le differenze tra il profilo ideale e le competenze del candidato possono essere utilizzate per personalizzare la risposta. Il feedback può fare riferimento ad un altro candidato che possiede competenze, esperienze o caratteristiche più vicine al “job profile”. Infine, quando possibile, è sempre cosa gradita dare un piccolo consiglio per eventuali selezioni future. L'importante, comunque, è gratificare il candidato, mostrandogli rispetto ed attenzione».

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Come si salva l’immagine dell’impresa
Grande trasparenza, d'accordo, ma quando le trattative sono riservate o devono sanare gravi problemi interni? «Si pone quindi la questione di cosa sia opportuno dire ad un candidato e di come salvaguardare l'immagine della società. Quello che un candidato si aspetta, in virtù dell'impegno profuso, è innanzitutto una manifestazione di rispetto. E la prima forma di rispetto consiste proprio nel dare una risposta, anche se spiacevole. Molte aziende trascurano questo passaggio, ritenendolo uno spreco di energie; ma non si rendono conto dell'impatto negativo che questa disattenzione ha sulla propria immagine. È invece necessario fornire un feedback a ogni persona contattata nel corso della selezione. Anzi, quando possibile sarebbe opportuno fornire un feedback personalizzato per ciascun candidato. Oggi chiunque esca deluso da un percorso di selezione può danneggiare l'immagine dell'azienda raccontando la propria esperienza sui social media in termini sarcastici; il prezzo che la società rischia di dover pagare può risultare particolarmente elevato. È compito del reparto Risorse Umane e dei consulenti garantire che il processo di selezione non abbia impatti negativi di immagine». Visto che ora la selezione viene fatta anche da sofisticati sistemi automatizzati, non è che arriveranno bellissimi feedback scaturiti da algoritmi? «La tecnologia anche in questo campo sta fornendo delle armi formidabili. Sta a noi utilizzarle al meglio proprio per potenziare il fattore umano, l'ultimo che ci mette realmente la faccia e non l'algoritmo».
max.esposti@gmail.com

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