olio

Carapelli: cosa fatta il passaggio dello stabilimento di Inveruno a Tor

di Francesco Prisco

1' di lettura

Adesso la partita è davvero chiusa. Carapelli, storico marchio fiorentino dell'olio controllato dal gruppo spagnolo Deoleo, ha formalizzato il fitto di ramo d'azienda dello stabilimento di Inveruno nei confronti The Organic Refining srl (Tor), newco appositamente costituita da The Organic Factory.
Un passaggio di consegne che consente ai primi 36 lavoratori del sito lombardo di tornare a lavoro, secondo quanto previsto dall'accordo sottoscritto a febbraio con Fai, Flai e Uila al ministero dello Sviluppo economico. Un accordo di durata quadriennale che prevede il diritto di riscatto da parte della società subentrante. Il passaggio di consegne ha avuto luogo a Milano e ha coinvolto l'amministratore delegato di Tor Paolo Frigati e, per Carapelli, Silvia Donnini, procuratore legale, e Nicola Pellero in qualità di amministratore.

Carapelli si è impegnata a garantire a Tor commesse in conto lavorazione per la raffinazione e l'imbottigliamento di olio d'oliva e di semi vari e l'avvio di nuove collaborazioni strategiche nel settore dell'olio biologico. Per Pier Luigi Tosato, global ceo di Deoleo, «la crisi allo stabilimento di Inveruno è stata risolta in pochi mesi e da un problema è nata un'opportunità. La sinergia con Tor ha consentito il riassorbimento di diverse forze lavoro e nuove opportunità per entrambe le aziende, con una futura espansione nell'area del biologico». Archiviata, insomma, la vertenza apertasi a novembre scorso, quando fu annunciata la chiusura dello stabilimento milanese del celebre marchio oleario con relativa messa in mobilità di 98 addetti.

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti