unione europea

Carburante per i voli, la tassa prende quota

I Ventotto sono d’accordo sulla necessità di lottare contro il cambiamento climatico

di Beda Romano


In Francia arriva l'ecotassa sui biglietti aerei

2' di lettura

I Ventotto sono d’accordo sulla necessità di lottare contro il cambiamento climatico, ma obiettivi e strumenti sono sempre fonte di tensioni. Riuniti questa fine settimana a Helsinki, i ministri delle Finanze dell’Unione europea hanno discusso dell’eventuale riforma di una direttiva dedicata alla tassazione dei prodotti energetici. La Commissione europea insiste per una riforma, che tra le altre cose possa eventualmente introdurre una tassa sui voli aerei.

«Siamo tutti d'accordo nel considerare che la tassazione dei prodotti energetici possa essere usata per raggiungere obiettivi climatici ed energetici», ha detto Mika Lintilä, il ministro delle Finanze finlandese, presidente di turno del consesso ministeriale in questa seconda parte dell'anno. Attualmente la direttiva europea in questo ambito, che risale al 2003, prevede aliquote minime per una serie di prodotti energetici. Bruxelles ritiene il livello delle aliquote troppo basso e senza logica.

Inoltre le differenze nazionali creano distorsioni nel mercato unico. In ballo c'è quindi l'idea, sostenuta da alcuni paesi come la Francia, di tassare il carburante e quindi i voli aerei. Per ora, il carburante non è tassato nei voli intraeuropei, a meno che non ci sia un accordo bilaterale tra i due paesi membri. Come ha detto il ministro Lintilä, l'adozione di nuove imposte provoca dubbi sulla competitività delle imprese e interrogativi sull'impatto che nuove imposte possono avere in campo sociale.

Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire si è detto favorevole a una tassa sui voli aerei. La sua controparte tedesca Olaf Scholz ha ammesso che sono necessari “passi drastici” per ridurre i livelli di Co2. Spiega un partecipante alla riunione di ieri: «C'è un certo consenso tra i governi per riformare la tassazione, ma ancora manca una intesa su come farlo». Il tema tocca questioni ambientali, ma anche industriali.

Per la nuova Commissione presieduta da Ursula von der Leyen, rischia di essere una patata bollente.

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