ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe sigle

Carburanti, sciopero congelato in attesa passi concreti Governo. Nuovo incontro giovedì

«Il mio auspicio è che ci sia un confronto sereno e costruttivo per migliorare il provvedimento», ha sottolineato il ministro Urso

(7146)

3' di lettura

Lo sciopero dei gestori degli impianti dei carburanti fissato per il 25 e il 26 gennaio resta congelato in attesa di passi concreti da parte del Governo. Dopo quello di oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy al quale ha partecipato il ministro Adolfo Urso, un nuovo incontro è stato fissato per giovedì prima della conferenza stampa di Faib, Fegica e Figisc che decideranno definitivamente se confermare o meno la proposta.

Governo disponibile a modifiche

Il Governo, intanto, si è detto disponibile a modifiche al decreto sulla trasparenza dei prezzi che ha iniziato il suo iter parlamentare. «C’è sempre disponibilità a modifiche. Ovviamente c’è un percorso parlamentare. Le modifiche possono arrivare dal Parlamento o su iniziativa del Governo», ha spiegato Urso al termine del tavolo al Mimit con i gestori, i titolari degli impianti di carburante come Assopetroli e Unem e gli attori del settore come Assogasliquidi. «Il mio auspicio è che ci sia un confronto sereno e costruttivo per migliorare il provvedimento», ha sottolineato il ministro. «Abbiamo manifestato l’intenzione del Governo a migliorare ed accogliere le richieste se in sintonia rispetto alla necessità di dare miglior trasparenza sulla dinamica dei prezzi e contenere effettivamente ogni tentativo speculativo».

Loading...

Fegica: incontro deludente

Se da un lato c’è chi come i gestori della Faib Confesercenti parlano di «passi in avanti», c’è chi come la Fegica parla di un «incontro deludente» al ministero. «Durante l’incontro non c’è stato nessun impegno concreto: i verbi continuano ad essere coniugati al futuro e al condizionale. Per il momento non c’è niente che ci possa far dire che lo sciopero è revocato», ha sottolineato al termine del tavolo il presidente di Fegica, Roberto De Vincenzo. «Vedremo se da qui a giovedì - ha sottolineato De Vincenzo - arriveranno delle rassicurazioni. Abbiamo proposto di sottoscrivere un protocollo d’intesa che raccogliesse le volontà di questo ministro ma anche degli altri. La riforma di questo settore non può esaurirsi solo al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Non vediamo come il Governo possa venire fuori da questo decreto che è stato appena incardinato al Parlamento senza modificarlo radicalmente e non con un decreto ministeriale come ci è stato proposto». Siccome oggi era un appuntamento già fissato da tanto tempo, ha osservato De Vincenzo, «ci saremmo aspettati di avere una posizione più determinata da parte del Governo e soprattutto delle risposte».

Faib: si è fatto un passo avanti

Per il presidente di Faib, Giuseppe Sperduto, invece, «si è fatto un passo avanti» oggi al Mimit. «È stato un incontro molto positivo: il Governo sta lavorando a soluzioni diverse rispetto al cartello, anche informatiche, che pur garantendo la massima trasparenza sugli impianti non impongano oneri quotidiani eccessivi ai gestori, disinnescando la questione delle sanzioni. Sarebbe la strada giusta. Speriamo si concretizzi». La mobilitazione, ha aggiunto, «resta in atto e lo sciopero per noi resta congelato in attesa di un nuovo incontro al Mimit giovedì mattina alle 9.30, in cui si discuteranno questi temi». Per quanto riguarda la Faib, insomma, «nutriamo buon speranze rispetto al proseguimento» del tavolo.

Figisc: speriamo in più concretezza

Sulla stessa linea anche la Figisc - Confcommercio. «Ho visto aspetti positivi e negativi. Chiaramente ci aspettiamo che nell’incontro di giovedì il governo riesca ad avere un atteggiamento più concreto», ha spiegato il presidente Bruno Bearzi. «Oggi al Governo abbiamo fatto delle proposte di modifica del decreto che possano essere modificate in fase di conversione e alcune proposte di modifiche che possono essere prese in carico subito con il decreto ministeriale che di fatto in qualche modo potrebbero individuare quelle che sono le modalità di comunicazione del prezzo. Noi ci siamo permessi di suggerire al posto di un cartello che indichi un prezzo medio, un Qr code collegato direttamente all’Osservatorio prezzi del ministero che invece di dare un prezzo medio dia un prezzo puntuale della zona di riferimento, del tragitto di riferimento o del comune di riferimento. Sarebbe uno strumento di assoluta trasparenza», ha sottolineato Bearzi.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti