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Cattoni, presidente Aiscat: «I rialzi anomali ci sono, anche i concessionari in pista per i controlli»

Il presidente dell’associazione dei concessionari autostradali: «Ritengo che i controlli siano utili e necessari»

di Laura Serafini

Carburanti, Boccia (Luiss): “Serve intervento forte per evitare asimmetrie con altri Paesi”

3' di lettura

«Si sono verificate oscillazioni di prezzo non giustificate e il sistema è intervenuto sull’erogazione self service, dove è possibile fare verifiche attraverso piattaforme che consentono di comparare i prezzi con quelli dei distributori esterni alla rete». A parlare è Diego Cattoni, presidente dell’Aiscat, l’associazione dei concessionari autostradali.

Presidente, i distributori che sono presenti sulla rete autostradale hanno approfittato dell’aumento delle accise per alzare i prezzi, a discapito degli automobilisti che in autostrada non possono facilmente andare a fare il pieno altrove?

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Mi sembra evidente che ci siano stati in più parti aumenti non giustificati, sia sulla rete autostradale che fuori. Ritengo che i controlli siano utili e necessari. I contratti con cui i concessionari affidano la gestione delle aree di servizio, attraverso bandi verificati dal ministero delle Infrastrutture, prevedono che i prezzi dei carburanti non possano superare i prezzi praticati fuori dalle rete, a meno che, come peraltro avviene, non si debbano coprire i costi dei servizi che vanno garantiti 24 ore al giorno e per 7 giorni a settimana, come quelli del personale.

Ci può spiegare meglio come funziona il vostro sistema?

Sulla rete autostradale ci sono più di 450 stazioni di servizio dove ci sono subconcessioni con contratti non omogenei. L’incidenza delle royalties, che i distributori devono pagare ai concessionari ai sensi di bandi di aggiudicazione per la gestione delle stazioni di servizio, sui livelli di prezzo è quasi insignificante. Non sono queste che fanno salire i prezzi rispetto ai distributori esterni alla rete autostradale. Peraltro sono modalità per ripagare investimenti che può aver fatto nell'area il concessionario. Soprattutto per la rete di Aspi il 93% delle royalties viene restituito per ridurre il costo dei pedaggi. I bandi di gara sono supervisionati dal ministero per le Infrastrutture e sulla base di essi sono impostati i contratti tra i concessionari e i gestori delle stazioni di servizio. I contratti più recenti prevedono che il livello dei prezzi dei carburanti sia regolamentato; in molti casi sono utilizzare piattaforme che consentono di comparare i livelli di prezzi con quelli di un campione di distributori esterni alla rete e ci sono verifiche giornaliere. Sono previsti ispettori che vanno a verificare questi prezzi. Sulla rete abbiamo assistito a rialzi anomali, ma il settore ha reagito con i controlli per evitare discrasie forti. I controlli sono stati fatti e sono ancora in corso per fare le verifiche nel sistema delle 450 stazioni.

Adesso è tutto sotto controllo?

In realtà no. I contratti prevedono la regolamentazione specifica e i controlli per il self service, ma non sempre per la parte che riguarda il carburante servito. Questo rappresenta in media circa il 20 per cento dell’erogato. Il servito sulla rete autostradale ha esigenze diverse rispetto alla rete esterna, perché l’erogazione del carburante, così come altri servizi nella stazione, devono essere garantiti sulle 24 ore e su 7 giorni su 7. Dunque viene lasciato un margine di flessibilità perché ci alcune aree in cui la remunerazione per la quantità erogata non copre i costi del personale la notte, ad esempio. Certo, se cambiasse la previsione di garantire l’apertura sulle 24 ore del servito, allora anche in questo caso le regole sui prezzi potrebbero essere più puntuali.

Quindi anche sulla parte del servito avete registrato oscillazioni anomale?

Sono stati verificate oscillazioni non giustificate e il sistema è intervenuto dove poteva fare le verifiche attraverso le piattaforme. Se ci fossero indicazioni diverse per la parte del servito siamo a disposizione e siamo pronti a collaborare con il ministero sui controlli. La reazione del sistema c’è stata. Anche la collaborazione con i ministeri; siamo pronti a dare tutto il supporto dove ci sono i margini di miglioramento per questa attività.

Vi è capitato di assistere al caso inverso, cioè prezzi dei carburanti sulla rete più bassi che all’esterno?

Ci sono stati momenti in cui i prezzi sono stati decisamente inferiori. Nel 2022, dopo la fine dei vari lockdown, abbiamo assistito a un significativo incremento delle quantità di carburante erogato, fenomeno dovuto all’elemento prezzo. Il sistema oil deve restare un servizio che viene fornito al cliente che transita sull’autostrada, ma bisogna fare attenzione che non diventi un sistema in competizione rispetto al sistema esterno perché si tratta di un servizio che nasce per esigenze diverse e ha anche, per questo motivo, una struttura di costi differente.

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