Materiale allegato all’inchiesta

Carceri: nuovi video su violenze a S.Maria Capua Vetere, detenuti faccia al muro e colpiti

Si tratta di tre video, materiale allegato agli atti dell’inchiesta, pubblicati da Repubblica. Tra le altre, un’immagine in cui si vede un detenuto svenuto che viene scalciato prima che venga soccorso. Un’altra immagine mostra un detenuto picchiato con il manganello e fatto cadere per le scale

Capua Vetere, il racconto di un detenuto: "Ci hanno massacrato dopo le proteste"

2' di lettura

Manganellate, calci, schiaffi, detenuti inginocchiati faccia al muro e picchiati. Sono state pubblicate nuove immagini da Repubblica sui pestaggi dei detenuti del reparto Nilo del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) da parte della Polizia penitenziaria. Le violenze sono avvenute il 6 aprile 2020 . Si tratta di tre video, materiale allegato agli atti dell’inchiesta. Tra le altre, un’immagine in cui si vede un detenuto svenuto che viene scalciato prima che venga soccorso. Un’altra immagine mostra un detenuto picchiato con il manganello e fatto cadere per le scale.

L’inchiesta

L’inchiesta ha già portato a 52 misure cautelari, a carico di funzionari, comandanti e agenti dell’amministrazione penitenziaria. «Operazione pulizia, non si è salvato nessuno», scrivevano nelle chat, poco dopo il fatto i protagonisti delle violenze. Le immagini acquisite dagli inquirenti coordinati dal procuratore Maria Antonietta Troncone, al pari delle dichiarazioni convergenti rese dalle vittime e dei messaggi che gli indagati si sono scambiati in quel frangente sulle chat, rappresentano il tassello più importante dell’impianto accusatorio. Si tratta, va ricordato, di immagini a tal punto compromettenti da spingere alcuni funzionari a cercare di alterarle per depistare l’attività investigativa.

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Lamorgese: «Immagini che non avrei mai voluto vedere»

«Sono immagini che non avrei mai voluto vedere», è stato il commento nei giorni scorsi del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che poi ha “spezzato una lancia” a difesa della Polizia Penitenziaria, in questi giorni attaccata con striscioni, manifesti e anche sui social: «Non è giusto criminalizzare l’intero Corpo», ha detto.

Uspp, con nuovi video nuove violazioni

Il sindacato della polizia penitenziaria si è schierato contro la pubblicazione dei video, considerata una violazione della privacy. «Continuano a circolare i video sui fatti del 6 aprile 2020 a Santa Maria Capua Vetere, diffusi da media nazionali e locali, sebbene trattasi di materiale acquisito durante la fase di indagini, ancora in corso - hanno sottolineato, in una nota, Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, rispettivamente presidente e segretario regionale dell’Unione dei Sindacati di Polizia Penitenziaria (Uspp) -. Con altrettanto sgomento abbiamo preso atto che certi quotidiani locali hanno pubblicato i nomi e le relative fotografie in uniforme degli indagati in barba al principio di non colpevolezza ed alle norme di tutela della privacy. Nel ribadire la nostra piena fiducia nell’operato della magistratura rispetto ai fatti accaduti - hanno continuato - non possiamo esimerci dal chiedere di accertare quali siano stati i canali di divulgazione di detto materiale».

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