PER FARE INVESTIMENTI

Carfagna rimborsa alle regioni 4 miliardi di spese anti-Covid

Tre miliardi al Centro Sud. Piccolo premio a chi ha utilizzato meglio le risorse

di Giuseppe Chiellino

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(LaPresse)

2' di lettura

Con la proposta di una delibera stralcio che a brevissimo andrà all’approvazione del Cipe, la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, rimborsa alle regioni quattro miliardi di euro spesi nel 2020 per far fronte all’emergenza pandemica, anticipando tre miliardi della dote Fondo Sviluppo e Coesione (Fsc) 2021-2027. L’altro miliardo, sempre Fsc, proviene dalla vecchia programmazione 2014-2020. Tre miliardi sono destinati alle sette regioni del centro-sud in ritardo di sviluppo (Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Abruzzo e Molise). Il resto è ripartito tra tutte le altre regioni. L’operazione messa a punto dalla ministra del governo Draghi, dà seguito all’accordo di massima che le regioni avevano raggiunto con il precedente governo.

Piccolo premio a chi ha usato meglio i fondi strutturali

«In questo modo - spiega Carfagna - le Regioni torneranno ad avere a disposizione fondi per progetti e investimenti di coesione territoriale, che avevano destinato provvisoriamente alle necessità dovute alla pandemia». I “rimborsi”, dunque, serviranno a riavviare i progetti che erano stati bloccati o non erano mai partiti.

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LE RISORSE “RIMBORSATE” A CIASCUNA REGIONE
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«Per la prima volta, oltre alla popolazione e ai fattori di disagio socio-economico - spiega la ministra - la ripartizione è calcolata anche sulla base di un criterio di premialità per le Regioni che hanno investito al meglio i fondi di coesione 2014-2020, dando di più a chi ha saputo spendere in modo più proficuo».

L’importo più alto (774 milioni) andrà comunque alla Sicilia (si veda la tabella in basso) nonostante sia la regione più in ritardo nella spesa dei fondi strutturali 2014-2020. A seguire la Campania (762 milioni) e la Puglia (601). Tra le regioni più sviluppate, in testa il Lazio con quasi 196 milioni, poi la Lombardia (185) e staccate Toscana (quasi 111) ed Emilia-Romagna. Il criterio della premialità in base alla performance di attuazione ’14-’20 ha un peso limitato nella ripartizione dei fondi, ma rappresenta comunque un principio importante in un contesto di profonde differenze nelle capacità gestionali delle risorse da parte delle regioni.

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