nella murgia Valley

CargUp frontiera digitale per la filiera delle spedizioni

Dalla start up di Gravina piattaforma in cloud che gestisce l'intero processo

di Vincenzo Rutigliano


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La digitalizzazione del processo di trasporto merci riguarda tutte le fasi: definizione del carico, gestione del flusso documentale, accordo sul prezzo, tracciamento della spedizione

2' di lettura

Si chiama CargUp la piattaforma che digitalizza il processo di spedizione delle merci e riduce tempi e costi di gestione per aziende, spedizionieri e trasportatori. È “nata” a Gravina, nella così detta Murgia Valley (al confine tra Puglia e Basilicata), diventata nel tempo una sorta di incubatore di aziende di It nella provincia rurale barese ed è approdata anche in Silicon Valley dove, a fine agosto – selezionata da Ice Agenzia Italia insieme ad altre 8 startup nazionali – ha partecipato al Global Startup Program, percorso di sviluppo all'estero organizzato e sostenuto dal Governo.

La startup di Gravina è stata selezionata perché fortemente innovativa:integrata da app mobile, la piattaforma in cloud consente, ad aziende ed operatori del settore di Puglia e Basilicata, di entrare in relazione alimentando processi che, da analogici e fondati su fax, telefonate e mail, si stanno trasformando in digitali. I vantaggi si chiamano automazione e snellimento dei processi di spedizione, abbattimento dei costi di trasporto per le aziende, ottimizzazione dei carichi di viaggio dei trasportatori, riduzione delle emissioni di C02, riduzione di costi e tempi dei processi fino al 70%, matching in tempo reale di domanda e offerta del trasporto in un'ottica di sharing economy.

Nata dall’idea del ceo, Enzo Tucci, e dei due co-founder, Vito Carella e Dwight Leone, oltre che di Builder4app, e sviluppatasi col supporto dell’incubatore Augmentum, CargUp è stata creata da Digilog srl, tech company fondata nel 2018 a Gravina in Puglia e con sede operativa ad Altamura. La sfida è soprattutto culturale. «Stiamo supportando gli operatori della filiera – spiega Tucci – nel loro processo di evoluzione culturale e di trasformazione digitale e dopo l’Italia prevediamo di estendere le nostre attività anche sul mercato europeo del trasporto merci, stimato in circa 960 miliardi di euro, 70 dei quali in Italia». La digitalizzazione del processo di trasporto riguarda tutte le fasi: la scelta dello spedizioniere e del singolo trasportatore, la definizione del carico, la gestione del flusso documentale, l’accordo sul prezzo, il tracciamento della spedizione (con sistema Gps), la fatturazione del servizio, la comunicazione tra i diversi attori (attraverso chat integrate) ed i sistemi di valutazione con rating ad hoc.

L’esperienza americana è stata produttiva. In Silicon Valley la startup ha vissuto un periodo di “velocizzazione” in Plug and Play – il più grande acceleratore al mondo noto per la crescita di startup innovative come Google, PayPal e Dropbox –, sfruttando così l’opportunità di fare networking con investitori, imprenditori e consulenti della bay area. «Nei tre mesi in California – dice Dwight Leone, co-founder di CargUp – abbiamo presentato il nostro progetto al fianco di start up concepite da università del calibro di Berkeley e Stanford».

A metà ottobre poi Tucci e Carella, invitati da Ppl Network (un’importante rete di spedizionieri su scala globale), hanno presentato CargUp a Muscat, in Oman, a 250 operatori provenienti dai cinque continenti, e il 30 ottobre al Forum Global Investor Alliance, alla camera dei Deputati.

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