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Carige, aumento al vaglio Consob. A marzo il ritorno a Piazza Affari

di Laura Serafini

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3' di lettura

Approda oggi all’esame del collegio della Consob il prospetto per l’aumento di capitale da 700 milioni di Carige. Il presidente Paolo Savona e i quattro commissari inizieranno la disamina del documento sul quale gli uffici sono al lavoro ormai da diversi mesi e l’obiettivo è quello di giungere rapidamente a una determinazione. Difficile che il via libera possa arrivare oggi stesso, più probabile che la deliberazione arrivi nell’arco di una settimana. Il processo di stesura del documento, in ogni caso, non è stato indolore: gli uffici dell’Authority hanno adottato una linea molto prudenziale sulle possibilità di sviluppo che si prospettano per la banca genovese e hanno più volte chiesto correttivi in merito alle potenzialità espresse dal territorio in cui opera l’istituto (anche in virtù del rafforzamento nell’area di banche più grandi come Unicredit), richiedendo il rifacimento del documento in tre fasi diverse al fine di rappresentare una situazione economica più aderente allo scenario stand-alone della banca.

La storia dell’istituto genovese e le vicissitudini che l’hanno costretta a un’operazione di salvataggio - incluso il fabbisogno di capitale che è lievitato da 300 milioni di un anno fa fino ai 700 milioni più un bond subordinato da 200 milioni - hanno spinto la Consob alla cautela per tutelare gli investitori. Anche perché la prospettiva, una volta mandata a buon fine l’operazione di aumento, è quella di revocare il provvedimento di sospensione dalla quotazione dei titoli in Borsa e delle obbligazioni (anche se quelle garantite dallo Stato emesse a inizio anno sono comunque quotate) all’inizio del prossimo anno, tra febbraio e marzo. L’Autorità potrebbe procedere con la revoca anche in pendenza della gestione commissariale (seppure le comunicazione finanziarie periodiche al mercato siano sospese), ma è probabile che si attenda la ricostituzione del cda. Se tutto procede secondo i piani, una volta completata l’operazione di aumento - che si vorrebbe realizzare entro la fine dell’anno - i commissari potrebbero convocare l’assemblea straordinaria che si potrebbe tenere presumibilmente a inizio febbraio.

Contestualmente al completamento degli adempimenti per il via libera all’aumento, i commissari intendono chiudere le partite rimaste in sospeso: la cessione di 3 miliardi di Npl alla Amco (ex Sga) e la transazione sul contenzioso relativo alla compagnia assicurativa Amissima rilevata dal fondo Apollo.

La ricapitalizzazione potrebbe partire nei primi giorni di dicembre e concludersi entro il 18 dicembre. L’attenzione sarà puntata sulla scelte degli attuali soci sul sottoscrivere o meno la quota di 85 milioni a loro riservata: Gabriele Volpi con il 9%, Raffaele Mincione, con una quota attorno al 5 per cento e la famiglia Malacalza. Quest’ultima, azionista al 28%, se sottoscriverà si fermerà al 5% del capitale e se non lo farà scenderà sotto il 2 per cento. L’azionariato post-aumento vedrà Cassa centrale banca (la quale ha sottoscritto con il Fitd un’opzione per rilevare la sua quota entro due anni) possedere l’8,3% e il Fondo nello schema volontario il 40,1 per cento. Nel caso in cui gli attuali soci sottoscrivessero le loro quote, il Fitd nella parte obbligatoria avrebbe il 31,6 per cento e il flottante sarebbe pari al 19,9 per cento. Nel caso in cui, invece, il Fitd dovesse intervenire per sottoscrivere gli 85 milioni di competenza dei soci, salirebbe al 42,9% del capitale, mentre il flottante si fermerebbe all’8,6 per cento. Una quota talmente esigua da richiedere un delisting; la Borsa però può derogare al limite e ammettere il titolo comunque alle negoziazioni. A quel punto spetterà ai nuovi soci decidere se ricostituire il flottante cedendo azioni sul mercato. Oppure attendere che Ccb eserciti le opzioni e proceda poi alla fusione con Carige. Processo che però non sarebbe immediato: l’accordo prevede una serie di finestre per un acquisto graduale, che è comunque condizionato alla chiusura di filiali e allo smaltimento del personale in esubero.

Per approfondire:
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