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Carige, Berneschi spera in Milano per trovare riscatto

Il procuratore capo di Genova, Cozzi: «Sistema da riformare. Così si va contro la ragionevole durata dei processi e la stessa economia processuale»

di Raoul de Forcade

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Il procuratore capo di Genova, Cozzi: «Sistema da riformare. Così si va contro la ragionevole durata dei processi e la stessa economia processuale»


3' di lettura

Dopo aver subito pesanti condanne nella sua Genova, annullate dalla corte di Cassazione, ora Giovanni Berneschi, ex numero uno di Carige, guarda a Milano per cercare un riscatto. E come lui gli altri condannati nel filone principale dell’inchiesta su Carige che, nel 2014, portò all’arresto del padre-padrone della banca genovese. Le principali accuse che la procura di Genova aveva formulato a carico di Berneschi (che è stato anche vicepresidente di Abi) e dei suoi presunti complici, tra i quali Ferdinando Menconi, alla guida del settore assicurativo dell’istituto di credito, erano associazione per delinquere e riciclaggio.

Secondo lo schema dei magistrati genovesi il primo reato, commesso a Genova, era più grave e prevaleva sul secondo, commesso a Milano. Spettava dunque alla Procura di Genova farsi carico dell’inchiesta, visto che il codice penale prevede, appunto, che si proceda nel luogo dove è stato commesso il reato più grave.

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Secondo la Cassazione , però, in linea con quanto avevano chiesto, fin dalle prime battute della vicenda gli avvocati della difesa (la cui linea difensiva è stata guidata da Maurizio Anglesio, legale di Berneschi, e Giuseppe Iannaccone, legale di Menconi), quell’impostazione non era corretta.

La corte ha infatti stabilito che il processo si doveva tenere a Milano, ed ha annullato quindi le condanne degli imputati: quella di Berneschi era stata a otto anni e cinque mesi in appello; quella di Menconi a otto anni e sei mesi.

La Cassazione precisa che «stante il carattere preliminare della questione relativa alla competenza territoriale, non si è pronunciata sugli altri motivi oggetto dei ricorsi proposti dagli imputati in materia di responsabilità
penale».

La corte stabilisce «la competenza territoriale del Tribunale di Milano, in adesione all’orientamento espresso in materia dalla sentenza del 26 ottobre 2017 delle Sezioni unite penali, intervenuta, prima della sentenza impugnata, a dirimere un annoso contrasto giurisprudenziale relativo all'individuazione del giudice competente».

L’eccezione di incompetenza per territorio, ricorda la Cassazione, «era stata tempestivamente sollevata dalle difese nei giudizi di merito e riproposta con i ricorsi per Cassazione».

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La decisione suscita, però, la reazione procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi. «C’è un sistema procedurale in Italia – afferma - che si porta dietro questo rischio. Bisognerebbe riformare il sistema e rendere la procedura più veloce. Così si va contro la ragionevole durata dei processi e la stessa economia processuale. Siamo di fronte a una questione valutata in maniera diversa da più giudici che poi viene decisa in Cassazione e che magari comporta di dovere ricominciare tutto daccapo».

«Si dovrebbe fare in modo - prosegue Cozzi - che la questione di competenza possa essere decisa in prima istanza una volta per tutte, attraverso un giudizio incidentale camerale. Come si fa per la ricusazione del giudice. Si potrebbe impugnare in appello e poi in Cassazione ma solo la parte dell'incompetenza, non aspettare che arrivi tutto il processo».

Non sembra, comunque, che si prospetti una prescrizione, per lo meno per il reato di associazione per delinquere, perché questa, con le relative aggravanti, si perfezionerà a 13 anni, un mese e 15 giorni a partire dal 22 maggio 2014.

È quello il giorno in cui Berneschi viene arrestato e passa 136 giorni tra carcere e arresti domiciliari, per poi essere scarcerato con obbligo di dimora. Da allora l’ex numero uno di Carige è in cerca di riscatto e, come prospetta in un’intervista rilasciata al Secolo XIX, medita di chiedere risarcimenti.

Sicuramentela sentenza della Cassazione , che sposta il processo nel capoluogo lombardo, può riaprire la partita. E la speranza degli imputati, accusati di aver organizzato una maxi truffa nei confronti della banca, attraverso acquisizioni di immobili effettuate tramite il comparto assicurativo, sperano che i magistrati lombardi possano acquisire numerosi documenti aggiuntivi che la difesa aveva presentato sia al tribunale che alla corte d’appello di Genova ed erano stati respinti.

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    Raoul de Forcaderedattore

    Luogo: Genova

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: shipping, nautica, economia, finanza.

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