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Carige, dopo il caos nella governance arriva il declassamento di Moody’s

di Raoul de Forcade


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(REUTERS)

3' di lettura

Il cda di Banca Carige ha risposto ieri alla lettera del 20 luglio scorso con cui la Bce bocciava il capital conservation plan dell’istituto genovese, chiedendogli un nuovo piano (entro il 20 novembre) e una serie di misure per la riduzione ponderata del rischio. Intanto Moody’s ha abbassato i rating della banca. La riunione del consiglio si è chiusa nella notte ma, a quanto risulta, il cda ha deciso di dare incarico a un advisor per la vendita delle quote di Autofiori e Bankitalia e ha scelto un soggetto a cui dare l’esclusiva della trattativa , tra i quattro che avevano fatto offerte vincolanti per una tranche da 400 milioni di Utp.

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Il soggetto, a quanto trapela, sarebbe Credito Fondiario. Il cda aveva anche il compito di scegliere un nuovo presidente per la banca tra i membri del cda, dopo le dimissioni dall’incarico di Giuseppe Tesauro e del vicepresidente, Vittorio Malacalza.

Moody’s, dunque, ha abbassato la valutazione del merito di base di Carige a Caa2 da Caa1, il suo rating a lungo termine a Caa3 da Caa2, e quello sul deposito a lungo termine da Caa1 da B3. L’agenzia ha anche messo tutti i rating in revisione per ulteriori downgrade. I rating sono stati declassati alle luce delle tensioni in cda sulla governance, «ostacolo all’efficace ristrutturazione della banca» e per il maggiore rischio di essere posta in risoluzione a seguito del rifiuto della Bce al piano di conservazione del capitale. Ma la banca conta di superare questo declassamento con il nuovo capital conservation plan che, come richiesto dalla Bce, sarà presentato a novembre.

Intanto è emerso che c’è stata una nuova ispezione di Bce sui crediti di Carige, terminata il 3 agosto, i cui risultati si sapranno a settembre.

A poche ore dall’inizio del cda, perlatro, una lettera della Malacalza Investimenti, azionista di riferimento (20,6% delle quote), è arrivata al collegio sindaci della banca e questo l’ha diffusa, come richiesto nella stessa missiva, a tutti i membri del cda. Il testo del documento, lungo due pagine, si rivolge, a quanto risulta, proprio ai consiglieri e manifesta sorpresa, da parte dell’azionista, per il fatto che i membri del cda non abbiano già rassegnato le dimissioni, visto che sul consiglio pende la richiesta di revoca della stessa Malacalza Investimenti (oltre a quella di Raffaele Mincione, col 5,4%) ed è già stata fissata (per il 20 settembre) un’assemblea dei soci per rinnovare il cda. La lettera, secondo fonti vicine al dossier, prosegue sottolineando che, a fronte del fatto che la Bce ha bocciato il capital conservation plan di Carige, e che ne richiede uno nuovo entro il 30 novembre 2018, l’attuale cda (all’interno del quale si sono già dimessi 5 membri su 15), decidendo di restare in carica, dovrebbe occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione. E non proseguire o avviare azioni che attengono al piano bocciato. La lettera dei Malacalza chiarisce che, secondo l’azionista, il cda non dovrebbe prendere alcuna decisione in merito agli Utp e tantomeno assegnare un’esclusiva. In questo modo si lascerebbe libertà, al cda che subentrerà dopo l’assemblea dei soci per il rinnovo del consiglio, già convocata per il 30 settembre, di agire senza vincoli. Fin qui la lettera. Ma il cda, come si è visto, ha deciso di agire diversamente. Ieri il titolo Carige, a piazza Affari, ha segnato -1,05%, a 0,0094 euro.

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