L'assemblea

Carige, conta dei voti con sorpresa per il nuovo cda

di Raoul de Forcade


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(ANSA)

2' di lettura

Potrà riservare sorprese, oggi all'assemblea di Carige, il conteggio dei voti per nominare i rappresentanti in cda. In gioco ci saranno quattro liste. Una dell'azionista di riferimento della banca, Malacalza Investimenti, che detiene il 27,55% delle quote dell'istituto genovese. E propone, tra i candidati ad amministrare Carige, Pietro Modiano, Lucrezia Reichlin e Fabio Innocenzi.
Poi c'è la lista di Pop 12, società del finanziere e azionista della banca Raffaele Mincione, che è appoggiata da un patto parasociale per il voto formato da tre società: la stessa Pop 12, Compania Financiera Lonestar di Gabriele Volpi e Spininvest di Aldo Spinelli.

Insieme il patto rappresenterebbe il 15,198% delle quote Carige. Ieri, però, il giudice Lorenza Calcagno del Tribunale di Genova, al quale Malacalza aveva fatto ricorso per inibire il voto dei pattisti, ravvisando una mancata richiesta di autorizzazione a Bce, confermata anche da Bankitalia, ha stabilito che il patto potrà esprimere solo per la quota del 9,99%. La lista comprende, tra i candidati, lo stesso Mincione, Bruno Pavesi e l'ad uscente di Carige, Paolo Fiorentino, inviso ai Malacalza. Nonché, all'ultimo posto, Silvio de Fecondo, rappresentante dell'associazione piccoli azionisti di Carige.
La lista dei pattisti avrebbe nel cassetto anche l'appoggio di diversi fondi di investimento e legal entity di vario genere, con deleghe raccolte da Morrow Sodali.

Altra lista è quella di Assogestioni (2,9%), proposta da Alleanza, Generali, Intesa Sanpaolo Vita e Anthilia e propone come membri del cda Giulio Gallazzi (consigliere e presidente ad interim di Carige), Angelo Busani e Sonia Peron.
Infine vi è la lista (con circa il 2% e poche possibilità di avere consiglieri) di Coop Liguria, composta da Mauro Bruzzone, consigliere di Banca Cesare Ponti, e Fernando Pellegrini, direttore finanziario della cooperativa.
Ma è su Assogestioni che si sono concentrate le attenzioni dei proxy advisor Iss e Glass Lewis, che hanno consigliato ai fondi di investimento presenti nel capitale di Carige di votare proprio Assogestioni e di esprimersi a favore di una composizione del cda a 15 membri, in linea con la proposta che farà Pop 12.
Ed è questo un nodo importante, perché i consiglieri sono nominati in base a un sistema proporzionale a quozienti progressivi.

Ad esempio, fatto 100 il numero di voti della lista che ne ottiene di più e 70 quello della seconda e ipotizzando, per semplificare, che ci siano due sole liste, si divide il totale dei voti di ciascuna lista per il numero dei consiglieri da eleggere, ad esempio da 1 a 15. Poi si riuniscono, seguendo un ordine decrescente, i quozienti dall'1 al 15 ottenuti, ferma restando l'assegnazione di ciascun quoziente alla lista alla quale fa capo. A quel punto si assegna un consigliere per ogni quoziente, partendo dal più alto. Nell'ipotesi fatta, la lista che totalizza 100 voti avrà quindi il primo, il terzo, il quinto ma anche il sesto consigliere. Poi l'ottavo e il nono e così via.

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