banche in crisi

Carige, cosa prevedono le regole Ue

dal nostro corrispondente Beda Romano


Carige, il decreto Lega-M5S è una «fotocopia» di quello Gentiloni. Identici articoli e commi

2' di lettura

BRUXELLES – La Commissione europea ha preso nota della decisione del governo italiano di aiutare con denaro pubblico la banca Carige in grave difficoltà finanziaria, nel caso la situazione dell'istituto di credito dovesse ulteriormente peggiorare. Un eventuale sostegno dell'Italia – attraverso una ricapitalizzazione preventiva o la garanzia pubblica di emissioni obbligazionari – dovrà essere approvato dall'esecutivo comunitario, secondo le regole europee.

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Un portavoce a Bruxelles si è limitato a dire che la Commissione europea ha preso nota del decreto-legge approvato lunedì sera in consiglio dei ministri. «Siamo in contatto con le autorità italiane e siamo pronti a discutere con loro sugli strumenti a disposizione e sulle loro condizioni di utilizzo nel quadro del diritto comunitario». Come detto, il decreto-legge prevede due opzioni: la ricapitalizzazione preventiva e la garanzia pubblica su nuove emissioni obbligazionarie. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha risposto affermativamente a chi gli ha chiesto se la nazionalizzazione di Carige sia «una possibilità concreta».

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Entrambe le ipotesi richiedono il benestare comunitario una volta messe a punto nella pratica. La ricapitalizzazione preventiva prevede tra le precondizioni che investitori privati si accollino le perdite registrate e le perdite attese. Le regole europee stabiliscono poi che azionisti e creditori non privilegiati (come chi detiene obbligazioni subordinate) partecipino all'operazione (è il cosiddetto burden-sharing). Il sostegno alle obbligazioni invece deve essere limitato nel tempo e nella portata, proporzionato, e con obiettivi precisi.

È da precisare che per ora la Commissione europea non ha dato alcun benestare, neppure di massima. Aspetta una eventuale notifica da parte del governo italiano se questi decidesse di utilizzare gli strumenti previsti dal decreto-legge. Di recente, l'Italia ha utilizzato nel caso di Veneto Banca e della Banca popolare di Vicenza proprio garanzie pubbliche sulle emissioni obbligazionarie. In quella circostanza allo Stato le banche dovettero pagare una commissione.

Il decreto-legge pubblicato nella Gazzetta Ufficiale prevede in concreto garanzie statali sulle obbligazioni di Carige per un massimo di tre miliardi di euro, attivabili fino al prossimo 30 giugno, così come un fondo pubblico da un miliardo di euro per l'eventuale sottoscrizione di azioni della stessa banca ligure in caso di ricapitalizzazione precauzionale.

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