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Carige crolla (-18,7%) dopo stop ad aumento, analisti ragionano su piano B

di Chiara Di Cristofaro

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(ANSA)

2' di lettura

Banca Carige, che non aveva fatto prezzo all'avvio delle contrattazioni a Piazza Affari, segnando un calo teorico del 18,75%, è entrata in negoziazione, arrivando a cedere quasi il 19% e poi chiudere a -18,7%, dopo che l'assemblea straordinaria del 22 dicembre non ha approvato l'autorizzazione all'aumento di capitale da 400 milioni, parte del piano di rafforzamento patrimoniale della banca. «La mancata approvazione dell'aumento di capitale riduce ulteriormente i margini di manovra a disposizione del management - dice Equita - e aumenta significativamente l'incertezza relativa sull'istituto». Il risultato della votazione è dovuto al mancato raggiungimento del quorum deliberativo, a causa dell'astensione della Malacalza Investimenti (primo socio dell'istituto con il 27,5% del capitale) la cui posizione sarebbe dovuta alla mancanza di un nuovo piano industriale e all'eventuale necessità di ulteriori rettifiche su crediti.

Con un comunicato stampa del 21 dicembre, la Bce aveva autorizzato la manovra di rafforzamento patrimoniale (emissione Tier 2 più aumento di capitale) e l'estensione al 31 dicembre 2019 del termine per l'osservanza dei requisiti patrimoniali. «A questo punto - sottolineano gli analisti di Equita - è da verificare se, dopo la mancata delibera dell'assemblea, questi termini possano ancora essere considerarsi validi». Il Sole 24 ore scrive che tra oggi e domani sono attesi a Francoforte l'a.d. Fabio Innocenzi e, in un secondo momento, il socio di maggioranza Malacalza. Tra i possibili scenari, Equita ipotizza tre soluzioni: la prima è la conversione del Tier2 da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi su richiesta della vigilanza e la contestuale ricerca di un'aggregazione con un altro istituto. «Questa opzione - scrive Equita - ci sembra di difficile realizzazione in un contesto di continuità societaria, vista l'assenza di una delibera di aumento di capitale a servizio di un'eventuale conversione». Una seconda ipotesi è l'intervento diretto da parte delle autorità di vigilanza mentre una terza potrebbe essere la convocazione di una nuova assemblea straordinaria per deliberare sull`aumento di capitale, successiva alla presentazione del nuovo piano industriale.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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