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Carige, dall’Istituto di credito sportivo 20 milioni per la messa in sicurezza

I fondi investiti nel bond Tier2 da 200 milioni che sarà emesso dalla banca. Lunedì il Mediocredito centrale dovrà decidere se impiegare fino a 13 milioni

di Laura Serafini

2' di lettura

L’Istituto di credito sportivo sale ufficialmente a bordo dell’operazione di messa in sicurezza di Carige. Il cda si è riunito ieri mattina per riprendere il processo decisionale rimasto aperto in merito al dossier della banca genovese. Dopo una lunga disamina eseguita nel precedente board su tutti i potenziali rischi legati all’investimento, il cda è giunto alla conclusione che non esistono motivi ostativi all’investimento di 20 milioni di euro nel bond Tier2 che la banca emetterà, a un tasso compreso tra l’8 e il 9 per cento, per contribuire al rafforzamento patrimoniale dell’istituto. È stato stabilito di rinviare alle strutture della banca romana il compito di portare a termine il percorso deliberativo per la sottoscrizione dell’emissione. E questo perché l’importo stabilito alla fine del processo decisionale - si era partiti da una quota di 150 milioni, scesa poi a 75 milioni e poi attestatasi a 20 milioni - rientra nelle operazioni sulle quali ha le deleghe il direttore generale del Credito sportivo e dunque non serve una delibera del consiglio di amministrazione.

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Lunedì sarà la volta del cda del Mediocredito centrale a doversi esprimere sul coinvolgimento nell’operazione Carige. Se si va per esclusione, l’importo rimasto scoperto, rispetto alla dimensione complessiva pari a 200 milioni, è di 13 milioni. Cassa centrale banca sottoscriverà 100 milioni, Amissima (fondo Apollo) 50 milioni; altri investitori tra i quali Mediolanum, Cattolica, Fondazione Cariverona e Equita apporteranno assieme 17 milioni. Con i 20 milioni decisi dal Credito sportivo mancano all’appello 13 milioni. Qualora Mcc non decidesse di entrare in partita, potrebbero ampliare la loro quota gli altri investitori oppure potrebbe supplire il Fondo di tutela dei depositi, già impegnato sul fronte dell’equity.

La prossima settimana, il 30 luglio, si terranno le riunioni del cda e del comitato di gestione del Fitd per formalizzare l’intervento in Carige. Giovedì scorso il fondo e Cassa centrale banca (che entrerà nel capitale di Carige con un apporto iniziale di 65 milioni) hanno inviato ai commissari della banca genovese le offerte non vincolanti per la sottoscrizione dell’aumento di capitale (in tutto un’operazione da 700 milioni tra conversione del bond da 313 milioni e nuova finanza). E sempre giovedì - termine ultimo fissato dalla Bce per dare prova del rafforzamento patrimoniale della banca ed evitare un penoso asset quality review -i commissari, Fitd e Ccb hanno mandato alla vigilanza europea uan comunicazione relativa alle missive che fondo e gruppo trentino si sono scambiati sulla convergenza delle operazioni deliberate dai rispettivi cda. Il prossimo 30 luglio, a valle delle riunioni degli organi amministrativi di Fitd (ma anche dei cda di Credito sportivo e Mcc) verrà inoltrata alla Bce una documentazione dettagliata sull’impianto di tutta l’operazione, bond Tier2 incluso.

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