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Carige verso il salvataggio: trovata copertura per l’aumento di capitale

Strada in discesa per il salvataggio di Carige. Tra il Fitd e il partner industriale Cassa Centrale Banca sarebbe stato trovato un accordo in extremis, rispetto ai termini indicati dalla Bce, e di conseguenza la copertura per l'aumento di capitale

di A. Fontana e G. Graziola


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(Ansa)

2' di lettura

Si sblocca il dossier Carige ma non è ancora tempo di sospiri di sollievo perché l'operazione di salvataggio dovrà passare dal via libera decisivo dell'assemblea degli azionisti che potrebbe tenersi nel mese di settembre. Intanto però la struttura dell'operazione sembra aver ricevuto i consensi necessari da parte del sistema bancario e dalla Cassa Centrale Banca, partner industriale intorno a cui ruota l'intero riassetto della banca genovese. Secondo quanto anticipato da Radiocor, è stato trovato l'accordo tra il Fondo interbancario di tutela dei depositi e la holding delle banche cooperative per la copertura dell'intero ammontare dell'aumento di capitale da 700 milioni necessario al rafforzamento patrimoniale di Carige: lo Schema Volontario del Fondo ha approvato ieri la conversione del Bond da 313 milioni di euro, mentre 65 milioni arriveranno da Cassa Centrale che ha tenuto oggi il suo consiglio di amministrazione, il resto dell'ammontare (oltre 300 milioni) sarà comunque garantito dal Fondo interbancario che chiude così il cerchio dell'aumento anche nel caso in cui gli azionisti attuali decidessero per non partecipare alla operazione. Dopo che la serata di ieri aveva fatto emergere qualche difficoltà nel far convergere le posizioni tra Fondo e Cassa, i segnali di un orientamento positivo sono arrivati nel primo pomeriggio con il comunicato del Fondo che ha annunciato l'esistenza di «un positivo e costruttivo confronto per la definizione dei vari profili dell'operazione nei tempi brevi richiesti dall'Autorità di vigilanza». La Bce ha infatti chiesto per il 25 luglio, data non tassativa ma rilevante per fare il punto sulla operazione, di avere un quadro piuttosto chiaro delle chance di un intervento privato per la messa in sicurezza della banca. Con lo schema attuale, Cassa Centrale sarà il partner industriale di Carige destinato anche ad aumentare in prospettiva il proprio peso nel capitale rispetto al 9% circa iniziale.

Ccb in pista per il subordinato, Credito Sportivo decide venerdì
Oltre all'aumento di capitale da 700 milioni, il piano di rafforzamento prevede anche l'emissione da parte di Carige di un prestito obbligazionario da 200 milioni di euro: se in un primo tempo il progetto prevedeva l'intervento di Credito Sportivo e di Mediocredito Centrale per complessivi 100 milioni (75-25) e l'individuazione di altri soggetti per i restanti 100, le ultime trattative, riportarte da Radiocor, confermano il ruolo di Cassa Centrale Banca anche su questo strumento: l'istituto si impegnerebbe per 100 milioni mentre si sta profilando la partecipazione di altri soggetti che porterebbero a ridurre l'impegno del Credito Sportivo. Quest'ultimo riunirà nuovamente il proprio consiglio venerdì.

Per bond spuntano Cattolica, Mediolanum e Amissima
La strada in discesa del salvataggio della Carige ha prodotto nelle ultime ore l'emersione di vari candidati per la sottoscrizione del bond. Tra i soggetti finanziari accanto a Ccb in predicato per sottoscrivere 100 milioni del bond, è spuntato il gruppo assicurativo Amissima (le ex assicurazioni Carige ora passate al fondo Apollo). Valutano l'investimento, con impegni quantitativamente diversi, anche Cattolica Assicurazioni, Banca Mediolanum e la Fondazione Cariverona. I potenziali sottoscrittori pubblici restano ancora in pista ma potrebbero ridurre l'impegno. E' il caso di Mediocredito Centrale, controllato da Invitalia, che sta ancora valutando il dossier.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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