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Carige, gara Bper-Agricole: Modena ritocca l’offerta

Il Fondo Interbancario (Fitd), azionista all’80% dell’istituto, ha deciso che è arrivato il momento di scegliere. E lo farà nella riunione del Consiglio di gestione convocata per lunedì

di Luca Davi, Laura Galvagni

3' di lettura

Bper si prepara a rivedere l’offerta per Banca Carige. Il contesto rispetto a metà dicembre, quando è stata presentata la prima proposta, è cambiato. Ed è mutato per diverse ragioni: la prima delle quali è che la norma sulla conversione delle Dta è diventata “legge”, complice l’approvazione della Legge di Bilancio avvenuta a fine anno. Ma non basta. Il punto vero è che ora c’è un nuovo attore in campo: il Crédit Agricole Italia.

La banca italo-francese nei giorni scorsi ha a sua volta presentato una proposta dettagliata per l’istituto ligure, qualcosa di più di una semplice manifestazione di interesse. E dopo settimane di impasse il Fondo Interbancario (Fitd), azionista all’80% dell’istituto e che ha lasciato nel limbo Bper per quasi un mese, ha deciso che è arrivato il momento di scegliere. E lo farà nella riunione del Consiglio di gestione convocata per lunedì.

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Ed è proprio in vista di quella data che Bper ha considerato di mettere mano alla propria offerta. Allo stato attuale non è stato ancora formalmente convocato un consiglio di amministrazione in proposito ma è assai probabile, a quanto risulta al Sole 24Ore, che tra la tarda serata di oggi e domani si tenga un vertice straordinario durante il quale verranno “aggiustati” gli elementi essenziali dell’operazione: prezzo d’Opa e necessità di capitale. Due cardini che nella prima versione vedevano un’offerta a 0,8 euro e una ripatrimonializzazione per un miliardo a carico del Fitd.

Ora però si giocherà inaspettatamente a carte coperte, con l’obiettivo di andare a vedere ciò che ha sul tavolo il Fondo Interbancario. Nulla infatti è trapelato rispetto agli elementi chiave della proposta francese, nonostante la richiesta di Consob, e sebbene almeno sulla carta si tratti di una sorta di contro Opa, concorrente a quella di Bper. Una riservatezza giustificata forse dal fatto che il Crédit Agricole Italia, secondo alcune letture, si sarebbe limitata a manifestare un certo interesse.

E proprio per questo, in quanto manifestazione ancora non vincolante, non sarebbe stata tenuta a fare disclosure. Fatto sta che l’interesse dell’Agricole – che ha opposto sempre un “no comment” alle indiscrezioni – non sarebbe privo, nello specifico, di alcuni elementi certi. D’altra parte non è un mistero che l’istituto transalpino voglia consolidare la propria presenza nel nostro Paese. Lo ha già fatto partecipando nel 2017 al salvataggio delle tre casse di Rimini, Cesena e San Miniato, occasione in cui aveva già incrociato il Fitd e i suoi vertici. E più recentemente andando a conquistare il Credito Valtellinese. Ora dunque punta ad aggiungere un nuovo tassello.

Di certo la Borsa sembra aver fiutato la possibile gara di rilanci. Ieri a Piazza Affari il titolo Carige è infatti schizzato del 10,8%, a 0,89 euro, in una giornata in cui sono passate di mano oltre 11 milioni di azioni, più di quante ne sono state scambiate a metà dicembre, quando era emersa l’offerta di Modena.

Segnale che il mercato, a torto o a ragione, si muove nella convinzione che il prezzo finale dell’Opa sarà più alto di quello già annunciato da Bper. Che si tratti di acquisti azzardati oppure calibrati e fatti a ragion veduta - la Consob ha comunque acceso un faro per escludere anomalie - lo si capirà lunedì, visto che fino ad oggi il Fitd non ha alzato il velo sulla struttura delle offerte.

All’ultimo miglio di un processo di vendita durato ben sette mesi – e che a lungo è sembrato oggetto di scarso interesse da parte dei potenziali acquirenti – la partita per Carige sembra dunque infiammarsi. E così ora si prospetta un testa a testa tra le due banche. In gara, come anticipato dal Sole 24Ore, esiste in verità pure un terzo soggetto, il fondo americano Cerberus: anch’esso ha chiesto una ripatrimonializzazione della banca ligure ma la size sarebbe scesa rispetto al miliardo iniziale.

Chiaro, tuttavia, che la competizione rimane circoscritta a Bper e all’Agricole, due banche che per la loro natura industriale possono integrare al meglio Carige, creando sinergie senza però chiedere troppi sacrifici occupazionali.

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