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Carige, a metà luglio il salvataggio “di sistema”

di Andrea Fontana e Paolo Paronetto


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3' di lettura

Servirà «qualche settimana» per mettere a punto la proposta di intervento per Carige su cui è al lavoro da oggi il Fondo interbancario per la tutela dei depositi. Lo ha spiegato a Radiocor, il direttore generale del Fondo, Giuseppe Boccuzzi, all'indomani della riunione del Consiglio di gestione dello Schema Volontario che a novembre ha già sottoscritto un bond da oltre 300 milioni di euro emesso da Carige e che lunedì ha deciso di prendere in mano in prima persona il dossier della banca in amministrazione straordinaria per studiare un intervento complessivo con protagonista il sistema bancario. I commissari, intanto (che già a inizio maggio avevano escluso pesanti tagli al personale ), intervengono con una lettera per tranquillizzare i dipendenti.

La costruzione di una soluzione che coinvolga banche, azionisti Carige e nuovi partner pubblici e privati ha comunque bisogno di un primo disco verde da parte del Supervisory Board della Bce che, tra martedì e mercoledì, potrebbe concedere il tempo necessario al progetto. Secondo quanto ricostruito da Radiocor, la soluzione "di sistema" e l'offerta alternativa, quella del fondo Apollo che lunedì sera ha alzato la posta, saranno sul tavolo delle riunioni dei consigli del Fitd previste a partire da metà luglio per deliberare sull'intervento. Le ipotesi di stampa parlano di ricapitalizzazione da circa 800 milioni di euro necessaria per rafforzare Carige e porre le premesse per realizzare il piano industriale.

Boccuzzi(Fitd): Ora al lavoro su analisi e piano, poi l'azionariato
«Prima servirà un'analisi approfondita sulla situazione aziendale, poi un aggiornamento del piano industriale e solo successivamente ci sarà la definizione della struttura del capitale», dice Boccuzzi che giudica premature le ricostruzioni sui soggetti (i rumors chiamano in causa il Mediocredito Centrale) che potrebbero intervenire nel rafforzamento patrimoniale e quindi nell'azionariato della nuova Carige. L'obiettivo comunque è quello di definire un quadro societario che assicuri la stabilità alla banca genovese per l'arco di tempo necessario a realizzare il piano industriale (l'attuale business plan presentato dai commissari straordinari è 2019-2023) salvo cogliere opportunità di valorizzazione, e quindi di uscita dall'investimento, qualora si presentino.

Apollo rilancia ma le banche restano fredde
Oltre che nella soluzione "di sistema", il Fondo interbancario è il soggetto di riferimento anche per quanto riguarda l'offerta a cui sta lavorando Apollo: ieri sera, dopo che le banche avevano considerato non appetibile la prima proposta, il fondo americano ha fatto arrivare ai commissari straordinari di Carige un nuovo schema di intervento. Secondo le ricostruzioni di stampa, l'impegno diretto di Apollo sarebbe stato alzato sopra i 130 milioni di euro iniziali ed è accompagnato dalla richiesta di una forte partecipazione da parte delle banche attraverso lo stesso Fondo interbancario. La nuova offerta sarà valutata sotto il profilo tecnico e del progetto industriale dalla struttura del Fitd, con l'ausilio degli advisor, per poi essere sottoposta agli organi del consorzio per le eventuali deliberazioni. Tuttavia, è già emersa una certa perplessità da parte delle banche sulla nuova ipotesi avanzata da Apollo: l'ad di Banco Bpm, Giuseppe Castagna - che ha parlato a margine di un evento in Mediobanca - è parso scettico su Apollo e aperto all'intervento del Fondo interbancario. «Chiunque può fare proposte. È ovvio che l'ideale sarebbe se si fa una proposta interessante. Il Fondo c'è per evitare operazioni troppo speculative. Se si può intervenire si interviene».

Ubi si chiama di nuovo fuori: nessuna aggregazione con Carige
Secondo alcune ipotesi, la soluzione di sistema preparerebbe il terreno per l'acquisizione di Carige da parte di un gruppo bancario italiano, ma i principali indiziati continuano a smentire ogni opzione in questo senso. Questa mattina, con una nota ufficiale, Ubi Banca ha ribadito «che è
assolutamente destituita di fondamento qualsiasi ipotesi aggregativa con Banca Carige».

I commissari: concreti passi avanti
«In questi giorni sono stati fatti concreti passi in avanti nell'ottica della cosiddetta «soluzione privata». Così una lettera dei commissari Carige, Fabio Innocenzi, Raffaele Lener e Pietro Modiano, indirizzata ai dipendenti. «Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, Schema Volontario, ha espresso nella giornata di lunedì il fermo intendimento di intervenire, anche in tempi ristretti collaborando con la banca, tanto che già martedì stesso abbiamo avviato un confronto con i tecnici del Fitd volto ad analizzare approfonditamente l'assetto patrimoniale ed organizzativo del Gruppo Banca Carige con l'obiettivo di definire adeguati interventi per il rilancio».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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