BANCHE IN CRISI

Carige, Mincione e Reichlin si dimettono. Sileoni (Fabi): intervenga il Governo

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2' di lettura

Lucrezia Reichlin, vice presidente di Banca Carige, presidente del Comitato nomine e governance, nonché Membro del Comitato rischi e del Comitato remunerazione e Raffaele Mincione si sono dimessi subito dopo l'assemblea di sabato. Lo si legge in una nota. I soci di Banca Carige hanno bocciato l'aumento di capitale e ora il cda si trova a dover affrontare una situazione imprevista. Il piano di messa in sicurezza della banca scricchiola, la Bce pressa e siamo già ai tempi supplementari. Per questo è stato convocato un board straordinario, che farà il punto sulla situazione. La riunione è in corso da questa mattina a Genova.

Nella giornata di sabato non è passato l'aumento di capitale da 400 milioni di Carige. A far saltare il banco è stata la decisone dell'azionista di riferimento della banca, Malacalza Investimenti (27,5% delle quote), di astenersi dal voto. Una mossa che ha fatto mancare il quorum deliberativo per l'operazione, che era necessario, perché la ricapitalizzazione passasse, nell'ordine dei due terzi dei partecipanti. Ieri era iscritto al voto il 41% circa del capitale.

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Il no di Malacalza Investimenti ha affondato la proposta del cda nominato appena tre mesi proprio dalla lista di maggioranza presentata dagli stessi Malacalza. Di qui le dimissioni di oggi.

Lucrezia Reichlin ritiene di non poter più svolgere il suo ruolo «accettato per dare un contributo al risanamento della Banca, con l'impegno e la convinzione che lo stesso richiede». Il cda ne ha preso atto, insieme alle dimissioni di Raffaele Mincione. Anche lui ha preso la decisione «alla luce degli ultimi eventi societari e, in particolare, dell'esito dell'ultima assemblea ordinaria e straordinaria dei soci». Entrambi, precisa una nota, erano amministratori non esecutivi; non erano destinatari di deleghe, per quanto a conoscenza della società, non risultano titolari di azioni della società stessa e non ha diritto ad indennità o altri benefici conseguenti la cessazione della carica.

Carige: cda riafferma massimo impegno
Banca Carige, bocciato l’aumento di capitale, non sembra avere per ora un piano B. Il cda, che si è riunito «per valutare le delibere dell’assemblea e le motivazioni che ne sono alla base», «riafferma - si legge in una nota - il proprio massimo impegno a tutelare gli interessi dei clienti, degli azionisti e di tutti gli stakeholder della Banca». Il Presidente e l’amministratore delegato, precisa la nota, riferiranno alle Autorità gli esiti dell’assemblea del 22 dicembre.

Sileoni (Fabi): intervenga il Governo
Il segretario generale della Federazione Autonoma Bancari Italiani, Lando Maria Sileoni, chiede l'intervento del Governo e un tavolo di confronto con azienda, sindacati, associazioni consumatori, comune di Genova e regione Liguria per risolvere le difficoltà in cui versa la Carige. «Sono in ballo il destino di 4.300 dipendenti oltre a uno storico patrimonio rappresentato dalla stessa clientela dell’istituto. Da parte nostra - scrive Sileoni - solleciteremo un incontro con
i vertici dell'istituto per capire quali saranno le decisioni che vorranno intraprendere. Un aspetto deve essere chiaro: tuteleremo le lavoratrici e i lavoratori della banca con ogni mezzo a nostra disposizione».

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