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Carige, nel piano paracadute spunta il bonus per i vecchi soci

di Raoul de Forcade


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3' di lettura

Prende corpo l’accordo quadro per il rafforzamento patrimoniale di Carige che, se approvato dall’assemblea degli azionisti, dovrebbe consentire la messa in sicurezza della banca, attraverso una manovra, con aumento di capitale, da complessivi 900 milioni di euro.

Quando il giornale è andato in stampa il piano era ancora sotto l’esame dei vari soggetti coinvolti, tra i quali il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), lo Schema volontario (Svi) del Fondo, la Cassa centrale banca (Ccb), la Società per la gestione delle attività (Sga) del Mef, ma l'impalcatura dell’operazione è sostanzialmente chiara.

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La ricapitalizzazione della banca prevede un aumento del capitale sociale da 700 milioni, in tranche così ripartite: 313,2 milioni allo Svi, a fronte della conversione delle obbligazioni subordinate sottoscritte a novembre 2018; 63 milioni a Ccb; 85 milioni agli attuali azionisti di Carige, in proporzione alla percentuale di capitale detenuta; 238,8 milioni al Fitd. Quest’ultimo formalizza anche l’impegno di garantire la sottoscrizione della tranche riservata agli attuali azionisti, in caso di mancata sottoscrizione, integrale o parziale, da parte di questi.

È prevista anche l’emissione di warrant da assegnare gratuitamente agli attuali azionisti che sottoscriveranno le azioni a loro riservate, in ragione di un warrant ogni quattro azioni nuove sottoscritte. Questi warrant consentiranno l’acquisto di nuove azioni con uno sconto del 50% sul prezzo di mercato al momento dell’esercizio. Prevista, poi, l’emissione di un nuovo prestito subordinato Tier 2 per 200 milioni, in relazione al quale sono già stati acquisiti impegni vincolanti da varie istituzioni finanziarie, private e pubbliche.

Cento milioni li sottoscriverà, infatti, la stessa Ccb; 50 milioni, a quanto risulta, andranno ad Amissima, la società del fondo Apollo che ha acquisito il comparto assicurativo di Carige; 13 milioni saranno di Medio credito centrale; e 20 milioni andranno al Credito sportivo. Per i piccoli azionisti, inoltre, lo Svi sta mettendo a punto criteri e meccanismi per riconoscere, a conclusione dell’operazione, azioni gratuite per un controvalore pari a 10 milioni, a favore di azionisti attuali, a fronte di partecipazioni azionarie inferiori a una certa soglia (ancora da definire). All’interno degli accordi tra le parti, Svi e Fitd concedono a Ccb un’opzione di acquisto (con uno sconto, a quanto risulta, di circa il 47%) sulla totalità delle azioni ordinarie della banca che saranno detenute dallo Schema e dal Fondo, a seguito dell’esecuzione dell’aumento di capitale. L’opzione sarà esercitabile da Ccb nel periodo compreso tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.

L’accordo prevede anche un’operazione di riduzione dei rischi del portafoglio creditizio, mediante la cessione pressoché integrale dei crediti deteriorati Npe alla Sga, che ha fatto un’offerta vincolante (si veda Il Sole 24 Ore del 25 luglio scorso): si tratta di 3,1 miliardi di valore lordo su un totale di 3,5 miliardi. L’insieme delle azioni di rafforzamento patrimoniale, di riduzione dei rischi e di efficientamento consentirà a Carige, secondo il progetto dei commissari, di registrare un Npe ratio inferiore al 5% e un total capital ratio superiore al 15%.

Se, come previsto, il progetto otterrà l’approvazione della Bce, che è attesa per la prossima settimana, subito partirà un’istanza dei commissari di autorizzazione a convocare l’assemblea degli azionisti, che dovrebbe svolgersi entro fine settembre. Una data ipotizzata è il 20 del mese. Resta l’incognita di quel che voterà in assembla l’azionista di maggioranza di Carige (col 27,5%), Malacalza Investimenti.

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