credito

Carige, richiesta di revoca e indagini: nuovo scossone al cda della banca

di Raoul de Forcade

Ex presidente banca Carige condannato per truffa

2' di lettura

La richiesta di revoca del cda di Carige presentata ieri dall’azionista di riferimento, Malacalza Investimenti (20,6% del capitale), che si unisce a quella dell’azionista Raffaele Mincione (5,4% detenuto ufficialmente ma con l’intento di salire oltre il 9%) ha dato uno scossone al consiglio di Carige. Una parte del quale, secondo rumors di mercato, potrebbe dimettersi alla riunione del 3 agosto, dopo l’approvazione della semestrale della banca e dopo aver fissato, presumibilmente il 20 settembre o comunque entro quel mese (come ha prescritto anche Bce), la data dell’assemblea dei soci, che dovrà rinnovare il consiglio. Peraltro non tutti i consiglieri, a quanto risulta, hanno intenzione di rassegnare le dimissioni: c’è chi vorrebbe arrivare all’assemblea. E potrebbero arrivare anche dimissioni con decorrenza dalla data dell’assemblea.

Intanto, nelle scorse settimane, sono giunte le dimissioni del vicepresidente di Carige, Vittorio Malacalza (con effetto dell’assemblea ), che hanno fatto seguito a quelle del presidente Giuseppe Tesauro e dei consiglieri Stefano Lunardi e Francesca Balzani (con decorrenza dall’assemblea). Tutti hanno fatto un passo indietro in polemica con l’ad, Paolo Fiorentino; ma c’è chi, all’interno del cda ritiene che invece l’ad stia agendo bene.

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Nel frattempo, su Carige pesa anche il fascicolo aperto dalla procura di Genova. Lunedì la Guardia di finanza, su mandato del procuratore aggiunto Francesco Pinto e del sostituto Marcello Maresca, ha fatto visita a Carige ed ha acquisito i verbali e le registrazioni audio delle riunioni del cda e delle assemblee dei soci, nonché le comunicazioni recapitate da Bce all’istituto di credito, a partire dal gennaio 2017 fino a oggi. L’ultima lettera della Banca centrale europea risale a venerdì scorso e contiene osservazioni critiche al piano di conservazione di capitale di Carige (che viene bocciato) e alla governance della banca (vengono stigmatizzati i numerosi cambi alla guida del board e all’interno del cda).

L’ipotesi di reato, al momento nei confronti di ignoti, è manipolazione del mercato. L’attenzione dei magistrati, a quanto risulta, è concentrata anche su quanto rimarcato da Malacalza Investimenti, in merito alla conduzione della banca, nella richiesta di convocazione dell’assemblea per revocare l’attuale cda. In precedenza, Vittorio Malacalza aveva annunciato di aver dato mandato a un penalista, Alessandro Vaccaro, di valutare eventuali profili di rilevanza penale nell’operato delle posizioni apicali della banca. Nelle prossime ore il legale, che sottolinea come Malacalza non abbia, allo stato, presentato alcun tipo di denuncia nei confronti dei vertici di Carige, andrà a parlare con i pm per avere un quadro della situazione.

Lo stesso procuratore capo, Francesco Cozzi, ha spiegato che «si tratta di un’indagine preliminare condotta dalla Guardia di finanza che nasce come azione autonoma dell’ufficio: al momento non abbiamo ricevuto alcun esposto». Un’indagine che trae origine «anche dalle dichiarazioni fatte a mezzo stampa da alcuni azionisti della banca». L’ad, in ogni caso, aveva già affermato: «Esaminino con la massima attenzione tutte le carte. Sono e siamo tranquillissimi». Secondo indiscrezioni di stampa, i magistrati genovesi avrebbero chiesto ai pm di Roma la trasmissione dello stralcio della maxi inchiesta romana sui contatti tra il costruttore Luca Parnasi e Fiorentino. Ma la procura di Genova non conferma, per ora, la ricezione di atti.

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